20 gennaio, 2014

La bimba accusa la famiglia di spingerla ad atti di terrorismo kamikaze

Afghanistan: la bambina accusa la sua famiglia di costringengerla a commettere un attentato
   
Afghan would-be child suicide bomberHa dieci anni, la piccola Spozhmai, afgana. E' attualmente detenuta nella provincia di Helmand, dopo aver indossato un giubbotto imbottito di esplosivo per attaccare un posto di blocco della polizia nei primi giorni di quest'anno. 
  
Lei accusa suo padre, uno dei principali comandanti talebani, e suo fratello di averla costretta a commettere questo attacco suicida. Lei ora si rifiuta di tornare a casa - dove, afferma, di essere trattata come una schiava, temendo che la si costringa a ricominciare. 
  
La bambina si è appellata al presidente Hamid Karzai, uno dei suoi portavoce aveva subordinato il ritorno alla sua famiglia alla certezza che gli anziani del suo clan si erano impegnati a garantirne la sicurezza. Lei dice:
"Non ho intenzione di tornare lì. Dio non mi ha creata così perchè diventi Kamikaze suicida. Ho chiesto al presidente di mettermi al sicuro".  
I talebani hanno negato ogni coinvolgimento: 
"Noi non facciamo mai una cosa del genere, soprattutto con le ragazze".  
Il canale americano CNN ricorda ancora che, nel 2007, avevano cercato di arruolare un bambino di sei anni per un'azione suicida, promettendo "cibo" e "fiori", una volta premuto il pulsante.

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