30 marzo, 2015

I guerrieri del Daesh su twitter, visti da 'Le Monde'.

Lo Stato Islamico riorganizza l'armata twitter. 
http://www.lemonde.fr/pixels/article/2015/03/28/comment-l-etat-islamique-a-reorganise-son-armee-numerique-sur-twitter_4602551_4408996.html

"La nostra guerra è una guerra mediatica. (...) Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno implementato gli eserciti in Rete per la lotta contro lo stato islamico. Allah li ha sconfitti. Non hanno potuto fermare i sostenitori dello stato islamico in Rete. (...) Noi consideriamo queste persone Mujahideen e chiediamo di non rinunciare e perseverare su questa strada. Quella del sostegno ad Allah e all'IS", 

É il messaggio della scorsa settimana dei leader della comunicazione dell'organizzazione dell'autoproclamato stato islamico ai loro sostenitori in rete, in una "Lettera ai cavalieri dei media". In sintesi: la jihad in linea non è meno importante della jihad sul campo di battaglia. 
Le cento candeline del Daesh
xYbcYenYJqcMfnL8aX8zgCHmToQqTU7kqIOmmZfddL2MKyEdSAoKHFndfu0C2anKjWRQfA=s170 (170×85)Per contenere l'espansione della djihadosfera, Twitter moltiplica la sospensione degli account delle principali figure del Daesh. 

Le Monde racconta come l'organizzazione terroristica ha riorganizzato il suo "esercito digitale": 
"In termini pratici, anche se l'IS cerca di mantenere molti dei suoi account più visibili possibile (giocando a nascondino con con Twitter), molti di quelli ufficiali, compresi quelli che scatenano le sue campagne di propaganda in linea, adottano profili anonimi e avatar (l'ovetto di Twitter, un combattente anonimo, una rosa, un volto giovanile ...) e proteggono i loro messaggi. [...]". 
Contentandosi si limitare consapevolmente il numero di iscritti che restano sotto il radar di Twitter, questi nuovi account sono tessuti insieme da una ragnatela di contattii trasversali. [...]. 
Sostenitori e tedofori della propaganda quelli del "secondo cerchio" devono iscriversi ed essere accettati per accedere ai contenuti dell'organizzazione e sono responsabili dei retweet frenetici che successivamente inondano la rete". 

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