sabato 31 dicembre 2016

Quel cafone di Neanderthal era pure cannibale

Recenti scoperte supportano la conclusione che gli uomini di Neanderthal mangiavano anche i loro simili. 

http://www.ibtimes.co.uk/grim-bone-discovery-belgian-cave-suggests-neanderthals-practised-cannibalism-1569398
Nelle grotte di Goyet, nel territorio dell'attuale Belgio, l'uomo di Neanderthal non si limitò a cavalli o renne come cibo, ma praticò anche il cannibalismo, secondo un nuovo studio internazionale. 

Corpi smembrati, ossa rotte da mangiare sino al midollo ... Le prove ci sono, sono tutte là. 

"É inconfutabile, qui è stato praticato anche il cannibalismo", dice l'archeologo belga Christian Casseyas percorrendo con lo sguardo  "La Terza caverna" delle Grotte di Goyet, situate a metà strada su una stretta valle alle porte del Ardenne (sud). 

Accadeva lì circa 40.000 anni fa, mentre la presenza sulla terra dei Neanderthal stava scomparendo. Ben presto, dopo un periodo di coabitazione, avrebbe dato spazio all'uomo di Cro-Magnon, nostro diretto antenato. 

A lungo considerato un essere rozzo e cafone, l'uomo di Neanderthal, il cui cervello è leggermente superiore a quello dell'uomo moderno, curava i corpi dei defunti, come dimostrano molti esempi di sue sepolture. 

Ma poteva anche mangiare altri suoi simili. I casi di cannibalismo sono stati già provati, ma riguardavano popolazioni nel sud dell'Europa, in Spagna (El Sidrón e Zafarraya) e la Francia (Moula-Guercy e Les Pradelles). 

Occupate fin dal Paleolitico, queste gallerie di circa 250 metri di lunghezza scavate nella roccia calcarea dal ruscello Samson, piccolo torrente che ora scorre a pochi metri verso il basso, hanno cominciato a rivelare i loro segreti alla metà del XIX secolo ad uno dei precursori della paleontologia, Edouard Dupont (1841-1911). 

Geologo e direttore del Museo Reale di Storia Naturale, in Belgio, esplorò e cercò minuziosamente nelle numerose grotte, tra cui quella di Goyet nel 1867, dove raccolse una quantità enorme di ossa e strumenti. Accadeva mentre Darwin aveva appena esponesto la sua teoria dell'evoluzione, Edouard Dupont riassunse i risultati della sua ricerca nel suo libro "L'uomo durante l'età della pietra". 

Per più di un secolo, la sua collezione ha "sonnecchiato" nelle riserve del Museo Reale di Storia Naturale del Belgio (oggi l'Istituto di Scienze Naturali di Bruxelles). 

Fino al 2004 quando Patrick Semal, capo della Sezione Antropologia dell'Istituto, posò lo sguardo in uno dei cassetti contenenti circa 70 ossa identificate come umane da Edouard Dupont, per l'esattezza su un pezzo di mandibola visibilmente appartenuto ad un Neanderthal. 

Per gli scienziati, fu l'inizio di un lungo processo di selezione e revisione delle centinaia di frammenti che Edouard Dupont pensava provenissero da animali, tra i quali si trovavano resti umani. 

A capo di un team internazionale, l'antropologa francese Helen Rougier, dalla California State University Northridge (Stati Uniti d'America), ricostruendo le ossa di frammenti sparsi, è riuscito a dimostrare che a Goyet, l'uomo di Neanderthal era cannibale. 

Diverse ossa umane provenienti da sei persone (un neonato, un bambino e quattro adulti o adolescenti), mostrano infatti segni di taglio, "per evidenziare e rimuovere la carne", osserva Christian Casseyas. 

I Neanderthal "rompevano le ossa nello stesso modo in cui lo facevano con quelli delle renne e dei cavalli che abbiamo trovato all'ingresso della grotta, certamente per estrarne il midollo", dice l'archeologo, che guida i turisti di passaggio per Goyet, da quando la grotta, situata a circa quindici chilometri di Namur, è aperta al pubblico. 

"Si può concludere che alcuni uomini di Neanderthal siano morti e siano stati mangiati qui", che costituisce una novità, una primizia, nel nord Europa, ha confermato Hélène Rougier, il cui lavoro sulla grotta belga è stato pubblicato nel mese di luglio da Scientific Reports (Neandertal cannibalism and Neandertal bones used as tools in Northern Europe), una rivista del gruppo Nature.

"Alcune di queste ossa sono state utilizzate anche per farne strumenti" a "ritoccare il bordo delle selci per la riaffilatura" sottolinea la Rougier. 

Le ragioni del cannibalismo e l'ampiezza del fenomeno rimangono misteriose, l'antropologo può avanzare solo ipotesi. 

"Fu sistematico? O solo in casi particolari?" Si chiede. 

"Io non so interpretare se il motivo alla base di questo sia stato il cannibalismo. Può essere puramente alimentare, ma anche essere simbolico ... Il ragionamento resta aperto", aggiunge Helen Rougier. 

venerdì 30 dicembre 2016

Le studentesse si nascondono nelle scuole per sfuggire alle mutilazioni genitali

In Kenya, le studentesse evitano il ritorno alle loro famiglie per le vacanze, per paura di essere vittime di mutilazioni genitali. 
https://www.facebook.com/Beyond-FGM-201353666577507/?fref=ts&ref=br_tf
Beyond FGM  -  riti di passaggio alternativi alla circoncisione, escissione
In alcune parti del Kenya, la tradizione della escissione (circoncisione femminile, infibulazione) è radicata da decenni. Questo è per esempio il caso della gente Masai nella quale le ragazze adolescenti sono spesso circoncise prima del loro matrimonio.

Secondo i dati dell'UNICEF, il 49% delle donne keniote di età compresa tra 45 a 49 hanno subito la mutilazione dei loro organi genitali durante la loro vita. Se questa proporzione scende al 15% tra le ragazze dai 15 ai 19 anni, questa pratica barbara è ancora saldamente radicata tra alcuni gruppi etnici che compongono la popolazione. 

Secondo Les Observateurs, sito di informazione, così come nel Pokot, una contea situata nell'estremo Kenya occidentale, l'85% delle donne sono circoncise. Per le studentesse, il periodo di Natale è quello più pericoloso di tutti.

"Dicembre è la 'stagione' delle mutilazioni genitali. Questo periodo di vacanze copre 64 giorni, dai primi di novembre alla fine di dicembre. Altri periodi di vacanza sono nei mesi di aprile e agosto e durano solo due settimane. Quando le ragazze tornano a casa per un lungo periodo, le famiglie approfittano della possibilità di organizzare cerimonie tradizionali di transizione verso l'età adulta, quali l'escissione e il matrimonio", dice una locale attivista anti-escissione osservatori al sito Les Observateurs (già cit.).

Due leggi approvate in Kenya nel 2001 e nel 2011 hanno vietato l'escissione femminile e rafforzato le sanzioni nei confronti dei responsabili della mutilazione genitale. Ma le autorità sono ancora riluttanti a intraprendere azioni legali, come spiegato dal quotidiano britannico The Guardian nel 2014. Un all'impunità che favorisce gli autori di questi atti.

Oltre a mutilare le ragazze, le mutilazioni genitali femminili, spesso eseguite con strumenti non sterilizzati, aumentano il rischio di trasmissione dell'HIV. Le operazioni, sono spesso realizzate con lame di rasoio e possono causare emorragie, infezioni, anche la morte. Fausano anche gravi conseguenze fisiche e psicologiche per tutta la vita delle donne, come ricorda l'Organizzazione Mondiale della Sanità

giovedì 29 dicembre 2016

Dove si trovano i migliori posti di lavoro? In quali Paesi.

Una società americana ha pubblicato una classifica dei paesi in cui i lavoratori sono più soddisfatti del proprio lavoro. I risultati sono sorprendenti: Panama è in vetta alle classifiche. 
"Il sogno di ogni uomo e donna del mondo è quello di avere un buon lavoro oltre che interessante. Eppure, meno di 200 milioni di persone realizzano questo sogno", sintetizza Jon Clifton, amministratore delegato di Gallup, una società americana specializzata in gestione e statistiche delle risorse umane. 

Questo rappresenta solo il 6%, ovvero 183 milioni di adulti in tutto il mondo dice il sito Gulf News. Queste cifre provengono da un sondaggio globale di Gallup che misura come le persone godano del loro lavoro. Gallup ha intervistato più di 1000 persone di almeno 15 anni e di 155 paesi. 

Perchè possa appartenere alla categoria di un vero buon lavoro, questo deve soddisfare i seguenti criteri:
  • un volume orario settimanale di 30 ore o più; 
  • salari pagati dal datore di lavoro. 
Da questa definizione, Gallup stima che 1,3 miliardi dei 5 miliardi di adulti nel mondo abbiano un buon lavoro. I restanti 3,7 milioni sono lavoratori autonomi, part-time, disoccupati o non sono parte della popolazione alla ricerca di un posto di lavoro (ad esempio pensionati). 

Ecco I paesi in cui la maggior parte delle persone hanno l'impressione di avere un ottimo lavoro: 
  • Panama: 13%;
  • Stati Uniti, Russia e Uzbekistan, il 12%;
  • Cile e Mongolia: 10%;
  • Uruguay, Colombia, Stati Arabi Uniti, Bahrain, Repubblica Dominicana: 9%;
  • Canada, Brasile, Estonia, Kuwait, Filippine: 8%. 

Secondo Clifton, questa classifica è particolarmente importante perché "quando le persone odiano il proprio lavoro, sono più negative sulla loro vita rispetto a quelle che non lavorano affatto".  

In breve, secondo Gallup, per avere una migliore possibilità di essere felice, volate verso Panama. 

mercoledì 28 dicembre 2016

I Diritti delle donne - La prima Top Gun afgana chiede asilo agli USA -

Niloofar Rahmani, "Top Gun afghana" ha sorpreso il mondo per aver cercato asilo negli Stati Uniti alla fine del suo addestramento da pilota dell'aria.
https://twitter.com/nilofar_rahmani
La defezione a sorpresa di questa settimana, con destinazione negli Stati Uniti di Niloofar Rahmani, prima donna pilota in Afghanistan, chiamata la "Top Gun afghana" ha suscitato un vivace dibattito nel paese sulla precarietà e i diritti delle donne. 

Niloofar Rahmani, di 25 anni, avrebbe dovuto tornare a casa Sabato scorso dopo un corso di formazione di 15 mesi presso l'US Army Air. 

Ma il giorno prima di partire, ha detto che non l'avrebbe fatto, spiegando di aver paura per la sua sicurezza, e avrebbe chiesto asilo politico agli Stati Uniti. La sua decisione le è valsa una raffica di critiche, alcune con accuse di "tradimento", ma anche molti messaggi di sostegno. 

Un portavoce
del ministero della Difesa, Mohammad Radmanesh, ha detto: "Quello che ha riferito agli Stati Uniti è stato irresponsabile e inaspettato. Avrebbe potuto essere un modello per gli altri giovani afgani",  "Lei ha tradito il suo paese. É una vergogna". 

https://www.state.gov/s/gwi/programs/iwoc/2015/bio/La giovane Rahmani aveva simboleggiato la speranza per milioni di donne afgane, quando divenne prima pilota donna in Afghanistan, immersa in un universo esclusivamente maschile e in un paese estremamente conservatore. Aveva ricevuto il riconoscimento internazionale di "Woman of courage" dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. 

Ma con questa celebrità aveva guadagnato anche numerose minacce di morte dai protestatari. Per quanto riguarda i suoi colleghi maschi, molti di loro, le avevano mostrato disprezzo, visto che il posto della donna è in casa. 

La giovane donna, intervistata lo scorso anno, diceva di avere costantemente una pistola con sé, per la sua protezione, e che mai aveva indossato l'uniforme al di fuori della base militare per evitare di attirare l'attenzione. 

https://www.ted.com/talks/kimberley_motley_how_i_defend_the_rule_of_law#t-36410Prendere la decisione di chiedere asilo negli Stati Uniti è stato "estremamente difficile" per lei, dice la sua legale Kimberly Motley :

"Niloofar e la sua famiglia hanno ricevuto minacce brutali, che purtroppo confermano che la sua sicurezza sarebbe seriamente compromessa se tornasse in Afghanistan". 

"Il vero tradimento dell'Afghanistan proviene da coloro che minacciano la sua vita e quella della sua famiglia, oltre che da coloro che continuano a opprimere le donne". 

Bisogna anche dire che anche alcune donne hanno criticato la giovane pilota. 

"Cara Niloofar, pensi che i tuoi problemi siano più importanti di quelli di milioni di altre donne afgane?", Scrive su Facebook la fotoreporter Maryam Khamosh. 

"A volte vorrei essere una Niloofar per lanciarmi nel cielo e bombardare i nemici del mio popolo. Ma tu, Niloofar, che hai toccato il cielo dopo le ceneri della terra, hai offeso la nostra bandiera", continua. 

Le attuali forze NATO nel paese hanno deplorato che la giovane pilota abbia dichiarato alla stampa che la situazione della sicurezza del paese è peggiorata. 

La coalizione tra l'altro dice che "Le forze di sicurezza afgane hanno migliorato la situazione rispetto al 2015 e ci aspettiamo che ulteriori progressi si ottengano nel 2017".  

Ma questa percezione è tutt'altro che unanime tra i giovani afghani, che continuano a lasciare il paese in gran numero per sfuggire a questo conflitto senza fine. 

Lunedi, altre immagini che simboleggiano la violenza e l'impunità prevalenti nel paese hanno fatto scandalo: mostravano Faryadi Sarwar Zardad, un signore della guerra afghano appena tornato al paese, mentre ostentava se stesso cercando di rilassarsi nei bagni pubblici. 

Zardad fu condannato nel 2005 da un tribunale britannico a 20 anni di carcere per la cattura di ostaggi e la tortura durante la guerra civile degli anni '90. É stato rilasciato a metà dicembre ed espulso dalla Gran Bretagna. 

"Se qualcuno come Zardad può camminare impunemente e liberamente a Kabul, è evidente che Niloofar ha il diritto di non ritornarci", dicono alcuni afghani su Facebook. 

martedì 27 dicembre 2016

AYAHUASCA - PSICOTROPO ALLA MODA. Contro le dipendenze

I ricercatori psichiatri considerano questa bevanda allucinogena, classificata tra le droghe pesanti, una potenziale cura per dipendenze, depressione o sindrome post-traumatica. 
https://it.wikipedia.org/wiki/Banisteriopsis_caapi
Dominique (nome fittizio) era "cocainomane al massimo grado" e fumatrice di due pacchetti di sigarette al giorno, quando ha scoperto ayahuasca, una bevanda allucinogena originaria dell'Amazzonia, "Ho smesso del tutto, dal giorno alla notte, e senza sforzo". Questa franco-americana di Los Angeles è una delle migliaia di seguaci del beveraggio psichedelico che furoreggia negli Stati Uniti e sollecita l'attenzione dei ricercatori di psichiatria, che la vedono come potenziale cura per le dipendenze, la depressione o la sindrome post-traumatica. 

Classificata come droga pesante dalle autorità sanitarie, ayahuasca non è senza rischi. Soprattutto quando viene assunta nella clandestinità, aprendo la porta agli abusi.

Questo decotto di liana Banisteriopsis caapi e foglie di chacruna, preparato e mangiato come nei rituali sciamanici, da dieci anni ha incrementato la propria popolarità in modo esponenziale. Soprattutto nella Silicon Valley e ad Hollywood, dove molte stelle dello spettacolo - Sting, Paul Simon, Tori Amos, Lindsay Lohan - hanno descritto la loro esperienza.

"C'è un luogo comune che racconta siano hippy con le piume tra i capelli a prenderla, mentre, invece, sono progettisti, attori, parrucchieri, imprenditori, avvocati ..." dice Jeff, organizzatore di cerimonie. Il suo nome e quello dei consumatori sono stati modificati per preservare l'anonimato. "In un tempo segnato dal consumismo e dall' intrattenimento, le persone sono alla ricerca di forti esperienze spirituali", insiste.

Secondo Dennis McKenna, professore presso il Center for Spirituality and Healing della University of Minnesota Spiritualità, "ogni notte circa 100 cerimonie si svolgono a New York ed è molto verosimile che ve ne siano anche a Los Angeles o San Francisco". Ma è difficile saperlo con precisione, a causa della natura illecita di sostanza che contiene DMT, un potente farmaco psicotropo.

Negli Stati Uniti, solo due chiese di origine brasiliana installate nell'ovest americano possono legalmente utilizzarne in nome del loro rituale.

I critici deridono la popolarità della ayahuasca come roba all'ultima moda. I seguaci, dal canto loro, dicono di prenderne solo a diversi mesi di distanza.

Essi devono prima seguire una "dieta" rigorosa con una settimana di partecipazione alle cerimonie, che precedono, spesso si svolgono nella natura, con sequenze di meditazione e canto rituale.

L'ingestione di ayahuasca produce allucinazioni euforicche: "Ho avuto la sensazione di essere fuori dal mio corpo", dice Dominique. "Ho visto rondini rosa e violetto, forme geometriche verdi", rincara Leonard, un altro entusiasta.

Ma altri hanno visioni molto più scure, a volte terrificanti. Di solito accompagnate da vomito, è la "purga", "nella giungla, è considerata purificatrice", afferma Jeff.

Mentre alcuni ne vengono fuori senza cambiamenti, altri descrivono cambiamenti radicali. "Ho smesso di fumare, ho iniziato a meditare, a contatto con la natura, ho fatto la pace con i miei genitori", racconta Leonard.

I potenziali effetti curativi interessano sempre più i ricercatori, come Jessica Nielson, della Brain Injury Center della University of California, San Francisco (UCSF).

Ha iniziato a studiare l'ayahuasca dopo un viaggio in Perù dove ha visto "due persone con PTSD che sembravano completamente guarite dopo" averla assunta.

Lei cerca di ottenere l'approvazione della FDA per una sperimentazione clinica, ma il percorso è arduo con questa sostanza classificata droga pesante, anche se psicotropi, come MDMA e LSD stanno rimontando in psichiatria.

Eppure, ha detto Charles Grob, professore del dipartimento di psichiatria del centro medico Harbor-UCLA di Los Angeles, che "la medicina occidentale ha spesso difficoltà a trattare la dipendenza da droghe e alcol, così da far pensare che valga la pena di studiare" queste piste. 

lunedì 26 dicembre 2016

L'impronta del nostro sorriso nello spazio. Quale segno per il futuro navigante.

Non è uno scherzo: è possibile modellare la nostra risata per inviarla nello spazio. Il suo nome è #Laugh (risata), ed è un folle progetto di collaborazione: la registrazione della risata, stampata in 3D e lanciate nello spazio. L'artista israeliano Eyal Gever vuole catturare l'essenza dell'umanità e creare l'opportunità che sia scoperta un giorno da un viaggiatore ... 
http://www.eyalgever.com
Nel 2014, la società Made In Space inviò alla Stazione Spaziale Internazionale una stampante 3D che opera in assenza di gravità. L'artista e programmatore di computer israeliano Eyal Gever intende utilizzarla per materializzare risate e spingerle nello spazio. Un progetto straordinario, ma l'artista è avvezzo, direi recidivo, in creazioni strane e originali dove l'arte e la tecnologia sono intimamente associate. Nel 2010, la stessa società gli aveva permesso di essere il primo artista a creare una sua opera nello spazio. 

Per quanto originale possa sembrare, #Laugh è parte di una visione universale dell'arte e del ridere, suggerita dal poeta britannico e amico dell'artista Suli Breaks. Parlando del lavoro che intende svolgere, Eyal Gever collega alle pitture dell'arte rupestre, che affermano e celebrano l'esistenza dell'uomo "#Laugh sarà la versione del ventunesimo secolo dei dipinti: la risata umana incapsulata in un modo matematicamente esatto, che galleggia nello spazio, in attesa di essere scoperta". 

Per completare il progetto, Eyal Gever fa appello alla comunità umana: chiunque sia interessato può registrare la propria risata più pazza (non necessariamente una risata di gioia) attraverso un'app attualmente disponibile solo su iOS, fino al 31 dicembre 2016. Dopo non resterà che sperare che la propria risata incontri il maggiore successo e raccolga il maggior numero di "mi piace" sui social network. Il vincitore sarà annunciato nel mese di gennaio 2017 e l'impronta di una risata in 3D nella Stazione Spaziale Internazionale si farà nel mese di febbraio. 

domenica 25 dicembre 2016

Le visite di Babbo natale non dipendono dalla bontà o impertinenza

La ricerca assurda e divertente è tornata. Questa volta, ci dice che non ci sono prove che i bambini non abbiano alcun interesse ad essere saggi, per avere più regali a Natale. 
http://www.bmj.com/content/355/bmj.i6355
I medici e gli scienziati aspettano ogni anno, da tre decenni, l'edizione di Natale del prestigioso British Medical Journal (BMJ) che contiene studi bizzarri, assurdi o completamente stravaganti. Ma sempre condotti con rigore scientifico massimo. 

L'edizione di quest'anno non fa eccezione alla regola. Se impariamo ad amare il caviale non vuol dire che diventeremo ricchi. Che i benefici di "Pokemon Go" per la salute sono molto limitati. O perché alcuni sentano alcun odori, in particolare nelle urine, dopo la deglutizione di asparagi. ... ma potete anche consultare anche quella che: Gli psichiatri sollecitano Obama a richiedere una revisione neuropsichiatrica di Trump

I ricercatori hanno esaminato 186 reparti pediatrici degli ospedali del Regno Unito. 

Aggiungerei che è una ricerca che non deve assolutamente cadere nelle mani di quelli con i pantaloncini corti per terrorizzarli. Ad un team della Harvard T. H. Chan School of Public Health è stato chiesto se i ragazzi "cattivi" nel corso dell'anno avrebbero davvero meno regali. 

I ricercatori hanno esaminato 186 reparti pediatrici degli ospedali del Regno Unito. 

Verdetto: Non esiste alcuna correlazione tra le visite di Babbo Natale e i "misfatti" attribuiti ai giovani pazienti o le loro assenze scolastiche. Babbo Natale visita anche i "marmocchi impertinenti". 

Con una onestà che onora gli autori, tuttavia, leggiamo che essi ci dicono che il loro studio ha un punto debole. Non avevano dati sul numero o la disponibilità di camini. 

sabato 24 dicembre 2016

Gli aerei che non si libereranno più degli escrementi in volo

Un tribunale indiano ha autorizzato a sanzionare le compagnie aeree che svuotano i gabinetti delle deiezioni in volo. 

http://www.bbc.com/news/world-asia-india-38388351Il tribunale nazionale indiano per l'Ambiente ha messo in guardia le aziende: se si scopre che hanno svuotato il contenuto del gabinetto sopra alle case, saranno multati. Il controllore dell'aviazione sarà autorizzato ad assicurare "che un aereo dopo l'atterraggio possa essere soggetto, a sorpresa, ad ispezioni per verificare se il serbatoio del gabinetto non è vuoto", secondo Press Trust of India.

Infatti, se il serbatoio è vuoto dopo un viaggio, significa che è stato svuotato durante il volo, potenzialmente, sopra le case. Il colpevole dovrà pagare 50.000 roupils (vale a dire 706 euro) "di compensazione ambientale" (mica tanto per un pacco del genere). 

Questa decisione è stata presa in seguito alla denuncia di un ex ufficiale dell'esercito che ha accusato le compagnie aeree di svuotare le loro riserve di materie fecali al di sopra delle aree residenziali di New Delhi. Ha sostenuto che "le pareti e i pavimenti delle terrazze" intorno all'aeroporto "sono macchiati di grandi quantità di feci discese dagli aerei che arrivano in aeroporto".
Il Ministero dell'aviazione ha, dal canto suo, contestato la denuncia del funzionario, spiegando che i servizi igienici degli aerei vengono svuotati delle feci in appositi serbatoi una volta che l'aereo è atterrato. Un pilota esperto da parte sua, ha detto alla BBC che i contenitori non vengono svuotati in volo salvo nei "rari casi di emergenza tali da richiedere i serbatoi vuoti". 

http://timesofindia.indiatimes.com/city/bhopal/Stink-from-the-blue-Plane-poop-hurts-woman-on-ground/articleshow/50476552.cmsTrovare un pacco di escrementi davanti a casa ovviamente è disgustoso, ma c'è di peggio. In effetti, la materia fecale proveniente da un aereo e congelata in aria potrebbe essere fatale se cadesse su qualcuno. Lo scorso gennaio, un passante in India, e una donna, in dicembre, ferita gravemente da un blocco di ghiaccio caduto dal cielo con escrementi e urina congelata che potrebbe essere stato sganciato in modo involontario. 
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Noi qui non siamo lontani da fenomeni naloghi; alcuni treni in Italia non si sottraggono a questa consuetudine. leggi: 

venerdì 23 dicembre 2016

Un'app trova i preti per confessarsi. Confesor GO

L'applicazione è stata messa in servizio giovedi 8 in occasione della festa dell'Immacolata Concezione. Come in Italia è giorno festivo anche in Spagna.  
http://www.elmundo.es/f5/comparte/2016/12/09/584a74f0ca47410c468b463e.html
Cattolici che desiderano essere ascoltati in confessione ora possono utilizzare una nuova applicazione spagnola. Questa permette loro di individuare il prete disponibile più vicino.

L'applicazione Confesor GO rileva la posizione dei fedeli che desiderano ricevere questo sacramento. Essa mostra i posti nella stessa zona, dove sia possibile incontrare un sacerdote disponibile ed il percorso più breve per raggiungerlo. 

L'applicazione fornisce il nome del prete, la sua data di nascita, l'anno della sua ordinazione e la lista dei Dieci Comandamenti. "Il sacerdote può essere in un confessionale in una chiesa o in un luogo per strada o in parco cittadino", secondo la descrizione dell'applicazione scaricabile su Google Play

Dell'applicazione, messa in servizio in occasione dell'Immacolata Concezione, una versione beta è stata scaricata migliaia di volte dalla sua introduzione al pubblico a fine settembre. 

Il vescovo José Ignacio Munilla di San Sebastian (nord) è uno tra circa un centinaio di sacerdoti in Spagna che si sono finora iscritti nell'elenco fornito dall'applicazione per informare che sono disponibili ad ascoltare una vera confessione. 

Padre Ricardo Latorre, che ha aderito all'iniziativa, ha detto di sperare che il servizio possa essere disponibile in altri paesi di lingua spagnola, in America Latina, del prossimo anno. 

Questa nuova applicazione "ha suscitato grande interesse e molti sacerdoti provenienti da questi paesi hanno chiesto di aderire", ha detto al sito cattolico Verdad Libertad. La presenza della chiesa è in rapido calo in Spagna: il 53% degli spagnoli dicono di non frequentare "quasi mai la Messa", secondo un sondaggio pubblicato Lunedi dal Centro per la Ricerca Sociologica (CIS). Solo il 15% dichiara di andarcì ogni settimana. 

giovedì 22 dicembre 2016

Promemoria di servizio per il razzista perbene.

Piccolo vademecum, o decalogo se preferite, per tutti quelli che vogliono scrivere, parlare o fantasticare sul "nero", giornalisti e politici compresi. Ovvero ... come scrivere parlare o fantasticare sull'Africa, africani e neri senza cadere nel cliché. 
http://www.mammeoggi.it/lui-nero-lei-bianca/4510/
Regola 1: 
Deporre i guanti nella spazzatura. Smettere di pensare che ci vogliono molte precauzioni prima di affrontare questi problemi. I neri sono molto meno esplosivi della nitroglicerina. Nello stesso tempo, non si tratta di animali sconosciuti o marziani da studiare attraverso le lenti di un laboratorio. A forza di considerare che essi rappresentano una categoria a parte, si finisce per crederci e, soprattutto, per perdere qualsiasi obiettività. Tentando di impostare un dibattito così maldestro, si finisce al contrario per irritare tutti. Prendete una persona con le pinzette e la trasformerete subito una persona fragile, speciale, quando non paranoica. 


Regola 2: 
Evitare le generalizzazioni del tipo: mangiano tutti il kuskus o la manioca, non può essere nero se non ne mangia. Ricordiamo, inoltre, che a tutti i neri non piace necessariamente il rap e non necessariamente indossano pantaloni larghi. Questo sembra ovvio, tuttavia, quando sentiamo alcuni commenti sul presunto Black fashion power, o sulla influenza che gli Obama avrebbero avuto sullo stile della comunità dei cosiddetti afro-americani, diciamo solo che vi sono evidenze che possiamo ricordare ricordare. Proprio come noi italiani non imitiamo tutti lo stile di Belen o Bertinotti o i francesi di Carla Bruni e gli afro-americani non sono in attesa ansiosa delle apparizioni pubbliche della first lady Michelle per rivedere il proprio guardaroba. 

Regola 3
Stop alla richiesta di attestati di buona condotta. É facile, ogni volta che un nero fa una critica pubblica, criticarlo per non essere rappresentativo della comunità. Nessuno mette in dubbio, se è il bianco a criticare, se sia rappresentativo della "comunità". Inoltre, i neri hanno il diritto di avere una lingua tagliente o un cattivo carattere senza che li si rimproveri continuamente di sputare nel piatto o contribuire a denigrare la "comunità".

Regola 4: 
Tenere a mente che l'Africa non è un paese. È vero, viviamo in un mondo globalizzato dove l'europeo tende a prevalere sul'italiano oppure occidentale che dove a volte definisce il bianco. Ma il mondo sta cambiando: non c'è nero che non possa essere occidentale, europeo e italiano. O tedesco. O svedese ... Ci sono anche bianchi africani - non solo nel Maghreb o in Sud Africa - come anche senza dimora bianchi e africani, come in Africa del Sud, dove l'insicurezza e la povertà non sono solo appannaggio dei neri. Cosi come nel nord ci sono africani nazionalisti, che non necessariamente coltivano l'idea di un'unione transcontinentale e sostengono la loro storia nazionale. L'Africa è diversificata, la sua gente è numerosa e il suo stesso nome "Africa" ​​comprende numeros realtà.  

Regola 5:
Gli africani non sono tutti i boscimani o Watussi dispersi nelle città, fissati per il calcio, analfabeti, donne soggette alla poligamia o che trasportano i bambini sulle spalle. Tra l'altro, i bambini non sono tutti superdotati, individuati dai programmi delle ONG e inviati in Europa per far carriera. Molti sono persone normali. Basta sfogliare i loro album di foto per vedere uomini in posa davanti alla loro auto, con donne e bambini. Comprano gadget tecnologici per impressionare gli amici e talvolta è difficile, anche per loro, rimborsare i debiti. Non sono tutti grandi atleti, nè tutti grandi ballerini e partecipano, come tutti gli altri, ad allargare il deficit della sicurezza sociale, fumando sigarette e bevendo vino. Ogni mondo è paese, siamo nel 2016 e non è perché ci si allontana dall'Europa che si torna indietro nel tempo. 

Regola 6:
Evitare di giocare all'antropologo ... e spiegare agli africani chi sono, come mangiano, vestono e quali siano le loro abitudini. Molti occidentali credono di avere una scienza dell'Africa che gli africani non hanno. Questo non tanto perché i colonizzatori conservassero nel loro bagaglio la passione per l'etnografia scientifica o la storia, quanto perchè i loro discendenti sono più esperti di Africa che gli africani stessi. Questo tipo di atteggiamento spesso porta a una deriva incontrollabile: la ricerca sistematica dell'africano "autentico". Ancora un altro mito forgiato dall'Occidente e di cui lui sarebbe proprio il depositario dei criteri. 

Regola 7: 
Non cadere nella beatitudine e la meraviglia. Dobbiamo lasciare agli africani i riflessi di "sorellanza" e "fratellanza". Smettere di voler essere "fratello" o "sorella" di tutti gli africani che si incontrano. L'effetto è già una media schifezza in una serata in città, molto peggio in un articolo di giornale. Se gli africani vivono lontano da casa provano questi riflessi è per la nostalgia e quindi hanno bisogno di ricreare una forma di solidarietà. Non è questo il vostro caso e cadreste semplicemente nel ridicolo, passando per un pietoso ingenuo, un appiccicaticcio da prendere per il culo. 

Regola 8: 
Basta con il gioire sempre perché i neri sono belli e intelligenti ... che riescono nella vita oltre che lo sport e la musica, altrimenti passate per degli idioti che pensano ancora che "con un po' di educazione, il nero è un uomo come tutti gli altri". Questo è quello che potrebbe essere definito come razzismo inconscio in quanto mantiene l'idea di una diseguaglianza naturale, o pre-determinata, che scroscia in crisi di pianto quando è smentita: "Oh! Quanto sei bravo"! (sottotitoli: Incredibile per un nero). 

Regola 9: 
Rinunciare a voler aiutare l'Africa ad ogni pie' sospinto. Si dovrà quindi pensare finalmente ad abbandonare l'immagine del soccorritore a tempo pieno, con un sacco di riso sulla spalla, per salvare migliaia di persone. Ma attenzione! Questo non è per denigrare gli aiuti umanitari, ma piuttosto per l'atteggiamento umanitaristico, quello che irrita gli intellettuali africani che ne hanno fin sopra ai capelli di essere nutriti dal Nord che non solo aiuta, ma aggiunge una dimensione moralistica e l'esempio delle proprie virtù e dei principi. Inoltre, per chi vuole dare lezioni di sviluppo e salvare l'umanità a tutti i costi, che ha le periferie e le città di provincia colpite dalla crisi e offre l'esempio di un paese da sogno. 

Regola 10: 
Finirla con il vocabolario tipizzante. Le parole "etnico", "colorato", "misto", "afro" servito in tutte le salse alla fine diventa indigesto. Si ancorano artisti e creatori a categorie che li separano dalla modernità. Oggi si può essere pittori africani, senza essere "ethnik" o "ethno-trendy", stilista africano senza necessariamente incrociare le sue creazioni con il perizoma o la tunica. Essere uno scrittore di origine africana, senza evocare in modo sistematico la sua terra d'origine. Alcune parole limitano l'immaginazione e impediscono di pensare l'altra al di fuori dei confini che esse impongono. 

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Questo post ha sintetizzato e tradotto da diversi autori di origine africana, di lingua inglese e francese. 

Se in queste poche regole avete riconosciuto qualcuno a voi vicino, con la sua stucchevole baldanza umanitaria, ditegli di smettere. Se poi invece avete visto voi stessi sarà bene che incominciate a darvi una regolata.
Aggiungerei che le regole possono essere estese dal colore della pelle alla diversità in generale

mercoledì 21 dicembre 2016

Bentornata Polaroid. Un romantico ritorno che piace e seduce.

Polaroid è tornata, le foto istantanee seducono ancora una volta, nell'epoca dei social network e di una forte nostalgia. 
https://twitter.com/cleprintroom
Nel laboratorio di Cleveland Print Room, Nicole Follen non si risparmia e scatena l'entusiasmo nei fotografi apprendisti. Una volta stampate in modo "Polaroid", le loro foto scattate con gli smartphone sono disponibili su supporto cartaceo con il classico bordo bianco ed una emozionante nostalgia che sta diventanfo tendenza. 

Per eseguire l'operazione c'è solo bisogno di una stampante, recentemente commercializzata da una specialista in foto istantanee, tornate di moda in Europa e Nord America fino a Cleveland, nel nord degli Stati Uniti. 

Queste immagini sviluppate immediatamente furono popolari nel 1970 con il marchio "Polaroid", prima di perdere la loro superbia nell'era del digitale. 

Ma matrimoni ed altre feste hanno recentemente ridato smalto alle piccole foto quadrate e rettangolari, come evidenziato da una sposa sul social network Reddit "le foto polaroid hanno qualcosa di accogliente (cosy)", danno entusiasmo. 

"Adoro le immagini che abbiamo: i nostri ospiti ne hanno avute alcune, abbiamo dei grandi ricordi", ha detto un altro. 

Le fotocamere di stampa istantanea restituiscono immagini "un po 'più spensierate e rilassate" rispetto a quelle scattate con l'intenzione di essere pubblicati sui social network, dice Nicole Kaney, wedding planner in Florida. Lei è convonta che il risultato sia più personale, perfetto per le foto di nozze. 

Con questa nuova mania, l'ex apparecchio di marca Polaroid a volte vendute per diverse centinaia di dollari sugli stessi siti come eBay o Amazon che vendono il prodotto di Fujifilm con un successo per la gamma Instax

Dalla venuta del digitale, con il calo delle vendite delle macchine fotografiche, ha superato un totale di cinque milioni di fotocamere di stampa istantanea in tutto il mondo nel 2015 e prevede di venderne 6,5 milioni nel 2016. 

Un'altra società, "The Impossible Project" (vedi), fondata da un biologo austriaco Florian Kaps, ha acquistato l'ultimo impianto di pellicole istantanee con marchio Polaroid nei Paesi Bassi, evitandone in tal modo la sua chiusura. 

The Impossible Project produce i propri dispositivi combinando la forma vintage con le moderne opzioni tecniche - Bluetooth, applicazione per smartphone - svoluppando la stampante popolare di Follen Nicole di Cleveland. 

"Ci vuole uno sforzo in più" per spostare l'immagine digitale alla stampa, dicono, ma è proprio ciò che attrae: il coinvolgimento personale e la resa non sempre perfetta. 

Mark Appleton, Direttore Vendite per il Nord America per The Impossible Project, ha sottolineato l'approccio visionario di Florian Kaps che si è lanciato "prima che usassimo i nostri (smartphone), quando le macchine fotografiche digitali marciavano davvero forte" . Egli ha "veramente visto che questo tipo di prodotto di nicchia non sarebbe mai scomparso". 

Il gruppo Polaroid stesso, che aveva cessato di produrre pellicole nel 2008, è ottimista circa il mercato del futuro. 

"Ci saranno sempre più prodotti in diversi formati, diversi formati di stampa", dice il suo amministratore delegato Scott Hardy, mentre una nuova macchina fotografica Polaroid è stata lanciata nel mese di gennaio, con una versione aggiornata nel mese di settembre. 

Tom Lewis, che insegna fotografia presso l'Istituto d'Arte di Kansas City, sostiene che la generazione più giovane "sembra essere più attenta nel suo approccio alla fotografia" in contrasto con l'uso che si fa dell'iPhone e altri smartphone. 

I suoi studenti percepiscono le loro istantanee come creazioni artistiche, utilizzandole in collages e, alcuni, vi intravedono "qualcosa di nostalgico", dice il professore. 

martedì 20 dicembre 2016

I virus sono più clementi con le donne.

Uno studio pubblicato martedì scorso dimostra che i virus colpiscono i due sessi in modo diverso per una migliore diffusione. 

https://www.royalholloway.ac.uk/aboutus/newsandevents/news/2016-articles/evolution-of-an-illness-viruses-may-target-men-and-women-differently.aspx8x300Alcuni virus possono evolversi e adattarsi in modo da causare malattie meno gravi e un minor numero di decessi tra le donne piuttosto che tra gli uomini. Questa strategia permetterebbe di diffondersi e sopravvivere meglio, dice lo studio. 

La mortalità per malattie infettive, spesso più elevata negli uomini che nelle donne, è stata storicamente attribuita a differenze di meccanismi di difese immunitarie. I ricercatori, Francisco Ubeda e Vincent Jansen della Facoltà di Scienze Biologiche presso la Royal Holloway University di Londra, forniscono spiegazioni ulteriori sulla rivista Nature Communications

Rendere meno grave la malattia tra le donne ricade in una strategia di sviluppo di successo per un virus, dal momento che gli forniscono ulteriori opportunità di trasmissioni rispetto agli uomini (trasmissione al figlio durante la gravidanza, la nascita e l'allattamento al seno). 

Gli autori hanno considerato il caso di un virus, HTLV-1 (T lymphotropic umano virus-1), che può causare la leucemia negli individui infetti. Gli autori sostengono l'adattamento della virulenza dei patogeni, meno aggressiva nel sesso femminile, spiegata dai cambiamenti osservati in HTLV-1 e la forma di leucemia indotta in diverse popolazioni. 

Per esempio, non vi è alcuna differenza tra l'infezione e l'incidenza di leucemia, a causa di questo virus, tra i sessi nei Caraibi. Mentre, questo tipo di leucemia è più comune negli uomini che nelle donne in Giappone, dove una più alta percentuale di madri allattano i loro figli, e più a lungo, rispetto alle donne dei Caraibi. 

Ad esempio, l'infezione è da 2 a 3,5 volte più probabile che progredisca e diventi pericolosa per i giapponesi più che nelle donne giapponesi. É stato già osservato che gli uomini e le donne reagiscono in modo diverso alla malattia, ma anche i "virus si sono evoluti in modo diverso nell'attaccare i sessi", dice il professor Vincent Jansen.

lunedì 19 dicembre 2016

Quanto affidabili le misure di Facebook contro le false informazioni?

Il gigante della Silicon Valley ha lanciato il suo attacco contro i contenuti fraudolenti che gli hanno procurato, nel corso degli ultimi mesi, le critiche più virulente. 
http://www.journalism.org/2016/12/15/many-americans-believe-fake-news-is-sowing-confusion/
Facebook finalmente si decide a cedere alla tempesta dei media e le accuse per aver dato libero sfogo alla diffusione di informazioni false. Giovedi, 15 dicembre, il social network ha lanciato una serie di misure per "modificare la sua potente news feed per sradicare le informazioni false", come leggiamo su  Bloomberg News

Le nuove caratteristiche sono visibili da alcuni utenti americani. Queste mirano a facilitare "la segnalazione di articoli contraffatti, ottimizzare l'algoritmo di Facebook e un maggiore controllo sulla pubblicità", dice Adam Mossen, V. presidente, sul sito, che gestisce la trama delle News Feed. In particolare, gli utenti possono ora segnalare più facilmente i contenuti che si sospetti essere fraudolenti: "Basterà fare clic nella parte in alto a destra del messaggio e segnare il contenuto come "noioso" o "spazzatura", dice lui.

Risultato: Una volta riportato, il contenuto potrà ancora essere condiviso, ma sarà contrassegnato come "contestato" e, successivamente, classificato tra i contenuti che saranno penalizzati nelle News Feed. "Vale a dire che appariranno in fondo alla lista", dice Vox. Ancora più importante, questi articoli contrassegnati come "contestati" subiranno ulteriori verifiche più severe. 

In caso di segnalazioni, Facebook conterebbe su "altri segnali" di cui non ha specificato la natura, per sottoporre, se necessario, l'articolo o il messaggio a siti riconosciuti per il loro lavoro di revisione di informazioni. Si collaborerà in particolare con le organizzazioni di notizie, come ABC News e Associated Press. 

Il New York Times si chiede come funzionerà questo 'fact-checking' (questi test della verità dei fatti), affidato a terze parti, attivate per condurre il controllo. Facebook lavorerà per questo con i professionisti dell'informazione. Il social network ha annunciato di aver attivato una partnership con l'Associated Press e i siti Politifact e Snopes. 

Quella di Mark Zuckerberg, a giudizio di Bloomberg, appare una reazione piuttosto "prudente", dopo l'annuncio nel mese di novembre di azioni future. Il boss di Facebook era allora sotto un fuoco incrociato, ad una ondata di critiche sul ruolo svolto dalla sua piattaforma nell'elezione di Donald Trump. Una polemica che non tende affatto a placarsi. 

Così, il Pew Research Center ha rivelato il 15 dicembre che uno americano su quattro (23%i pensa di aver condiviso informazioni false e che ciò genera un'enorme confusione. 

NBC News, dal canto suo, mette in guardia i lettori: "Non aspettatevi che Mark Zuckerberg faccia tutto il lavoro - la nuova iniziativa si affida direttamente agli utenti, che, per il momento, sono soltanto un piccolo gruppo pilota". 

In seguito alla elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, Facebook, come dicevo, è stato additato per non aver fermato la diffusione di informazioni false. Un articolo, per esempio, sosteneva che Papa Francesco avesse espresso sostegno al candidato repubblicano, ed era stato più volte condiviso. Un altro diceva che un agente federale che indagava su Clinton fosse stato trovato morto. Anche questo multicondiviso e di grande successo. 

Questo dibattito si è intensificato ai primi di dicembre, quando un uomo ha aperto il fuoco in una pizzeria per il sospetto che, sulla base di informazioni false, ospitasse una rete di pedofili che coinvolgeva in particolare Hillary Clinton. 

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Vorrei anche ricordare che, in Italia, il codice penale punisce anche con la reclusione la diffusione di notizie false. 

domenica 18 dicembre 2016

Mangia o bevi la tua faccia con occhi e bocca.

https://www.indiegogo.com/projects/selffee-the-edible-selfie#/
É abbastanza divertente il tuo viso o quello della tua amica? Selffee, l'azienda, offre una macchina in grado di stampare con inchiostro commestibile il selfie di chiunque sul cibo: i biscotti, la schiuma del cappuccino ... 
https://www.indiegogo.com/projects/selffee-the-edible-selfie#/
Immaginate il vostro selfie stampato su una schiuma di cappuccino o i biscotti ... Un negozio di nuovo genere potrebbe nascere a New York dal 2017. Dotato di macchine capaci di gestire inchiostri da stampa commestibili per realizzare il tuo selfie su qualsiasi prodotto alimentare. 

Questo è il folle progetto della società Selffee che per il momento è in fase di ricerca dei fondi con crowdfunding tramite Indiegogo

In pratica basterà un selfie, utilizzando l'applicazione progettata per lavorare con questa tecnologia, e vedere nel giro di pochi minuti la testa stampata e pronta per essere consumata. 

sabato 17 dicembre 2016

Vanity Fair contro Trump. É record di vendite. Donald, bassa cucina e codici nucleari.

Dopo l'attacco di Donald Trump, Vanity Fair registra un record di vendite. 

Spinta da quel Tweet incazzato del Presidente eletto Donald Trump che la stava attaccando, la rivista americana Vanity Fair ha battuto il record del numero di abbonamenti registrati in 24 ore per un titolo del gruppo Condé Nast. 

Secondo un portavoce, che conferma una notizia data dalla stampa, la rivista ha guadagnato 13.000 abbonati in questo periodo e ha continuato a registrarne venerdì. 

Tutto è iniziato con una critica al vetriolo del ristorante di Donald Trump, nella Trump Tower, il "Trump Grill", pubblicato mercoledì sul sito web della rivista. L'articolo, dal contenuto molto divertente, che trovava diversi paralleli tra le presunte mediocrità del cibo e quella di Donald Trump (una ricca persona povera di idee), aveva questo titolo "The Trump Grill è forse il peggior ristorante negli Stati Uniti"

L'autrice di questo articolo, Tina Nguyen, che non è critica gastronomica ma giornalista politica, si prende gioco della composizione del menu e dei piatti e dice "per impressionare i clienti" che è completamente artificiale ('...Gli gnocchi, per esempio, sono con salsa di soia condita con olio di tartufo e i crostini serviti con hummus e ricotta, due ingredienti esotici che non devono mai essere combinati...'). 

Poche ore dopo la pubblicazione, il presidente eletto ha risposto in un tweet (già cit.) in cui non ha fatto riferimento direttamente a questa critica, ma si è scagliato a testa bassa contro Vanity Fair. 

Vanity Fair, tramite il portavoce, ha fatto sapere, che anche prima di questa ondata di abbonamenti, la rivista aveva riportato una stagione redditizia nel 2016. Il gruppo Condé Nast comprende anche titoli prestigiosi come The New Yorker, GQ, Vogue, Glamour e Wired. 
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Vedi anche l'editoriale: 
GRAYDON CARTER ON TRUMP’S “ONLY IN AMERICA” ELECTION WIN  
Only in America could a man whose staff took away his Twitter account be given the nuclear codes.