domenica 30 aprile 2017

Twitter si esalta per la straordinaria somiglianza di una borsa da 1650€ con una da 8o cent.

Tam tam e tripudio su Twitter per la somiglianza di una borsa del prestigioso marchio Balenciaga, da 1650 Euro, con una Ikea, da 80 centesimi ... 
https://pbs.twimg.com/media/C9FXWkcWsAAhbFm.jpg
Il marchio Balenciaga francese è stato attraversato da un'ondata virale, per diversi giorni, molti utenti di twitter hanno confrontato una delle sue borse, la "carry shopper" (da 1695 euro) con la famosa shopping bag Ikea (da 80 centesimi) ... 
https://twitter.com/mpawlo/status/854427581915025408/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fwww.lci.fr%2Finsolite%2Ftwitter-se-regale-de-la-ressemblance-entre-ce-sac-balenciaga-a-1-695-euros-et-la-version-ikea-a-80-centimes-2045776.html        https://twitter.com/erinscottx/status/851557858995056643/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fwww.lci.fr%2Finsolite%2Ftwitter-se-regale-de-la-ressemblance-entre-ce-sac-balenciaga-a-1-695-euros-et-la-version-ikea-a-80-centimes-2045776.html
Come per esempio negli account Mikael Pawlo, eri o LeighTravers. Posso immaginare che questo tipo di virulenza non sia stata gradita al grande Marchio Balenciaga. 

Negli ultimi giorni, fotomontaggi particolarmente divertenti hanno fatto il giro del web. Mostrano le due borse accostate, dello stesso colore, blu solfato. L'occhio implacabile degli internauti ha sottolineato le molte somiglianze tra i due prodotti ... 

In primo luogo, le maniglie, quasi identiche, tranne che l'iscrizione gialla su quella Ikea. I twittatori hanno anche confrontato le dimensioni, praticamente la stesse. La borsa Balenciaga è lunga 54 cm e alta 37 cm mentre quella Ikea è lunga 55 cm con 35 centimetri di altezza. 

Ma la vera differenza è altrove: il prezzo. Il sacco del famoso marchio di lusso vi costerà la "modica" cifra di 1.695 euro. Mentre per chi vuole risparmiare, invece il consiglio è di orientarsi verso il modello svedese ... 80 centesimi, o giù di lì. 

Questa non è la prima volta che un marchio di lusso si presta alle scorribande del web offrendo il fianco ad ogni sorta di carica virale (a volte intenzionalmente). 

L'anno scorso, Louis Vuitton lanciò un "sac poubelle - sacco della spazzatura" Deluxe che aveva fatto sorridere gli internauti. Tutti i mezzi sono buoni per far parlare di sé, e quindi per vendere. 

sabato 29 aprile 2017

Esercitazione militare di tiro. L'istruttore: "...Immaginate di tornare a casa e trovare un altro uomo nel vostro letto

Un video che mostra le reclute svizzere durante un esercitazione di tiro é sotto indagine della giustizia militare. 
Una voce fuori campo incoraggia i soldati a pensare che la loro partner li tradisca con un amante prima di sparare. Le immagini inviate da un lettore sono state trasmesse mercoledì scorso sul sito online "Blick". 

"Ritorni a casa e trovi un altro uomo nel tuo letto" dice gridando una voce concitata. "La donna, a sua volta, chiede: 'Perché sei venuto così presto'". Restate di sasso mentre monta la furia che è in voi. La donna prosegue, "Non è poi così grave! Questa non è la prima volta!". Come reagireste?" I soldati hanno quindi sparato. 

Indubbiamente molto meno duro delle esercitazioni delle reclute dei marines di 'Full metal jakets" del compianto Stanley Kubrick, ma la giustizia militare ha, nel frattempo, sequestrato il video. É stata aperta un'inchiesta, dice la portavoce dell' ATS (Auxiliary Territorial Service). "Sappiamo che il video è stato girato la scorsa settimana, il luogo dove è stato girato ed il responsabile". 
L'esercitazione filmata è vera. La giustizia militare non farà alcuna dichiarazione di più fino a nuovo avviso per motivi tattici legati all'inchiesta. 

Secondo Blick, "il video conferma lo stereotipo di un esercito di Rambo. Ovviamente, l'ambiente militare è prevalentemente maschile e quando si è sempre in gruppo 24 ore su 24 emergono queste caratteristiche... La vita militare comunque è anche l'occasione per sottolineare gli aspetti positivi quali la coesione e promuove il cameratismo". 

venerdì 28 aprile 2017

Il circolo vizioso. Il Capitalismo si morde la coda. Le disuguaglianze.

I lavori dell'economista Thomas Piketty portano ad una conclusione cupa: le disuguaglianze tra ricchi e poveri, che non smettono mai di crescere, mettono a rischio il futuro del capitalismo e alla fine distruggeranno le nostre società. 
https://www.ineteconomics.org/conference-session/libert%C3%A9-%C3%A9galit%C3%A9-fragilit%C3%A9-opening-remarks
All'inizio di aprile, la conferenza dell' Institute for New Economic Thinking (Liberté, égalité, fragilitè) a Toronto, il lavoro di Thomas Piketty, Capital in the Twenty-First Century (Il Capitale nel XXI° secolo), è stato citato almeno una volta in ognuna delle sessioni del convegno. Bisogna risalire agli anni '70, a Milton Friedman (Nobel per l'economia nel '76), per trovare un economista che abbia suscitato un simile dibattito. 

https://www.ibs.it/capitale-nel-xxi-secolo-libro-thomas-piketty/e/9788845277733Come Friedman, Piketty è un uomo del suo tempo. Se nel corso degli anni '70, le preoccupazioni erano legate all'inflazione, oggi sono legate alla nascita dei plutocrati e al loro impatto sull'economia e sulla società. 

Piketty ritiene che l'attuale livello di disuguaglianza di ricchezza, sia destinato ad aumentare, mettendo a repentaglio il futuro del capitalismo; e si vede. Questa tesi travolgente é molto impopolare tra coloro che credono che il capitalismo e la disuguaglianza siano correlati, interdipendenti. 

Secondo questa idea, sostenuta spesso dal centro-destra, il capitalismo ha bisogno delle disuguaglianze di ricchezza per stimolare le iniziative e l'assunzione del rischio. Questo è il motivo per cui David Cameron e George Osborne, nel Regno Unito, hanno sostenuto una riduzione delle tasse di successione e plaudito al basso livello di tassazione delle plusvalenze delle imprese, in un sistema favorevole alle imprese.

Piketty enumera due secoli di dati per dimostrare che si sbagliano. Il capitale, dice, è cieco. Quando i rendimenti, attraverso gli investimenti in settori che vanno dal settore immobiliare alla produzione di automobili, supera la crescita reale dei salari e della produzione, come ha sempre fatto, ad eccezione di alcuni periodi come negli anni 1910-1950, lo stock di capitali cresce molto più rapidamente della produzione complessiva e, così, le disuguaglianze della ricchezza esplodono. 

Questo processo è aggravato dalle eredità e, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con l'aumento del numero dei "superpatrons" con appannaggi regali. Le disuguaglianze di ricchezza in Europa e negli Stati Uniti hanno già raggiunto i livelli di prima della prima guerra mondiale e sono orientati verso quelli della fine del XIX° secolo, quando la possibilità di avere un lascito giocava un ruolo cruciale nella vita economica e sociale. 

Le spese eccessive e le tensioni sociali che attraversarono l'Inghilterra edoardiana [1901-1910], la Francia della Belle Epoque e gli Stati Uniti dei magnati dell'industria sembrano ormai dietro di noi, ma Piketty dimostra che il periodo tra il 1910 e il 1950, durante il quale tali disuguaglianze sono state ridotte, sia anomalo. 

Ci volle una guerra e una tremenda recessione per porre un freno improvviso alle dinamiche della disuguaglianza e per implementare le tasse sui redditi più alti, in particolare quelli da capitale, per preservare la pace sociale. 

Oggi, l'inevitabile processo di moltiplicazione del capitale cieco a beneficio di pochi privilegiati è di nuovo all'opera, soprattutto su scala globale.

Non ci sono praticamente nuovi imprenditori, a parte una o due start-up della Silicon Valley, che possono guadagnare abbastanza soldi per competere con le concentrazioni di risorse incredibilmente potenti che già esistono. In questo senso, possiamo dire che "il passato divora il futuro". Il fatto che il Duca di Westminster e il conte di Cadogan siano due degli uomini più ricchi della Gran Bretagna è rivelatore. Questo fenomeno si spiega con i possedimenti che le loro famiglie hanno da secoli, come Mayfair e Chelsea e la riluttanza ad eliminare le opportunità di evasione fiscale che permettono a queste famiglie di accrescere il loro patrimonio. 

Oggi si è più incoraggiati ad essere ereditieri che a correre dei rischi. Basti vedere l'esplosione degli investimenti immobiliari. Le nostre società ed i ricchi non hanno bisogno di sostenere le innovazioni più audaci o investire nella produzione. 

Altre forze si uniscono contro il capitalismo. Piketty osserva che i ricchi sanno molto bene come proteggere la loro ricchezza dalle imposte sul patrimonio mentre la percentuale del fardello fiscale sulle imprese e le famiglie a reddito medio é gradualmente aumentata.

In Gran Bretagna, l'1% delle famiglie, le più ricche, in realtà paga un terzo di tutte le entrate, ma, queste, rappresentano solo il 25% del reddito del Tesoro: il 45% proviene da IVA, dazi, accise e vari contributi sociali versati da tutta la popolazione.

Pertanto, l'onere della spesa pubblica come l'istruzione, la salute e l'alloggio cade sempre più sui contribuenti medi, che non hanno le risorse finanziarie per pagarle. Così le disuguaglianze della ricchezza diventano un fattore di degrado dei servizi pubblici e delle condizioni di lavoro.

La lezione che possiamo trarre dal passato è che le società cercano di proteggere se stesse chiudendo le proprie frontiere o si dedicano alle rivoluzioni o alle guerre. 

Soluzioni - un tasso di imposta sul reddito fino al 80%, le imposte immobiliari, una tassa sulla proprietà appropriata e una tassa globale sulla ricchezza - che sono attualmente inconcepibili. Ma come ha scritto Piketty, il compito degli economisti è reso più comprensibile. Questo è ciò ci dice ne "Il Capitale nel XXI° secolo". 

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Questo post é ispirato ad alcuni articoli della stampa internazionale. Oltre a quelli citati nel corpo del post, vedi:

giovedì 27 aprile 2017

Post Brexit. Un visto per 2 anni per i lavoratori europei.

Come limitare l'immigrazione senza penalizzare settori di vitale importanza per l'economia britannica? Prima risposta prevista dal governo britannico: il visto di due anni non rinnovabile per i giovani lavoratori europei. 
https://www.ft.com/content/43645264-12a7-11e6-839f-2922947098f0
Più di mezzo milione di cittadini europei lavorano nel Regno Unito, in settori come il commercio al dettaglio, alberghi e ristorazione. Spesso si tratta di mano d'opera giovane e non qualificata, che il paese non è realmente in grado di sostenere, come riconosciuto da un consulente del governo nelle colonne del Financial Times

Da qui il progetto, ancora in fase di studio, citato dal quotidiano economico: due anni di visto non rinnovabile specificamente per i giovani europei di età compresa tra 18 a 30 anni, accompagnati da condizioni molto restrittive: né ricongiungimento familiare né indennità di alloggio. 

Dopo ventiquattro mesi di presenza autorizzati, questo visto non potrà più essere esteso. Riservato dapprima ai cittadini dell'Unione europea, il visto non rinnovabile potrebbe quindi rendersi disponibile per i cittadini di altri paesi in base ai risultati dei negoziati commerciali che il governo di Theresa May ha già previsto di intraprendere. 

mercoledì 26 aprile 2017

La larva mangiaplastica risolverà il problema dei rifiuti che ci sommergono?

I ricercatori hanno scoperto una larva in grado di ingerire polietilene, una speranza per il trattamento di questa plastica. 
http://www.elperiodico.com/es/noticias/ciencia/gusanos-degradan-plastico-poliuretano-csic-5993887
La scoperta di una larva che divora il polietilene, una delle materie plastiche più resistenti, utilizzate in molti tipi di confezioni, apre la prospettiva della decomposizione delle sostanze inquinanti che si accumulano nell'ambiente, inclusi gli oceani, in fretta

"I rifiuti di plastica sono un problema ambientale globale, in particolare il polietilene, molto resistente e molto difficile da degradare naturalmente", dice Federica Bertocchini, ricercatrice presso il Centro spagnolo Nazionale delle Ricerche (CSIC), autrice della scoperta della larva della tarma della cera, la Galleria mellonella, lepidottero appartenente alla famiglia Pyralidae, infestante degli alveari di Apis mellifera. 

Ogni anno, circa 80 milioni di tonnellate di polietilene vengono prodotte in tutto il mondo specificano i ricercatori la cui scoperta è stata pubblicata Lunedi sulla rivista Current Biology

Questa larva, molto commercializzata e allevata in gran numero, utilizzata come esca da pesca, è parassita degli alveari selvatici e si annida nella cera delle api in tutta Europa. 

La studiosa è anche apicultrice amatoriale ed ha osservato che i sacchetti di plastica in cui erano collocate le arnie di cera infettate da questo parassita venivano rapidamente bucherellate, crivellate di buchi. 

Ulteriori osservazioni su un sacchetto del supermercato del Regno Unito, sottoposto all'azione di un centinaio di queste larve, hanno mostrato che queste potrebbero danneggiare la plastica in meno di un'ora. 

I fori cominciavano ad apparire dopo soli 40 minuti e dopo dodici ore, la massa plastica della borsa, era ridotta di 92 milligrammi. Risultato notevole, spiegano i ricercatori. 

Essi sottolineano che il tasso di degradazione è "estremamente veloce" rispetto ad altre recenti scoperte, come quella di un batterio, lo scorso anno, che può anche degradare alcune materie plastiche, ma nella misura di 0,13 milligrammi al giorno, soltanto. 

Gli autori di questa ultima scoperta pensano che questa larva del lepidottero non solo mangi la cera ma trasformi la plastica e la aggredisca chimicamente con una sostanza prodotta dalle ghiandole salivari. 

"Uno dei prossimi passi sarà quello di cercare di identificare i processi molecolari e determinare come isolare l'enzima responsabile", spiegano. 

"Se si tratta di un singolo enzima, questo, può essere realizzato su scala industriale attraverso le biotecnologie", dice Paolo Bombelli dell'Università di Cambridge nel Regno Unito, uno dei principali co-autori di questo lavoro. 

Secondo lui, "questa scoperta potrebbe essere uno strumento importante per eliminare i rifiuti di plastica in polietilene che si accumulano nelle discariche e negli oceani". 

Il Polietilene è utilizzato principalmente per l'imballaggio e rappresenta il 40% della domanda totale di prodotti plastici in Europa, dei quali il 38% finisce in discarica. Mille miliardi di sacchetti di plastica sono utilizzati in tutto il mondo ogni anno e ogni persona utilizza in media ogni anno oltre 230 di queste borse, producendo più di 100.000 tonnellate di rifiuti. 

Attualmente, il processo di degradazione chimica di questi rifiuti in plastica avviene con sostanze chimiche altamente corrosive come l'acido nitrico e può richiedere diversi mesi. Se abbandonati in natura, ci vuole circa un secolo perchè questi sacchetti di plastica si decompongano completamente. Per la plastica più resistente, questo processo può richiedere fino a 400 anni. 

Circa otto milioni di tonnellate di plastica vengono scaricate ogni anno nei mari ed oceani del mondo, secondo uno studio pubblicato nel 2015 sulla rivista Science. Gli scienziati ritengono che ci potrebbero essere fino a 110 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica negli oceani. I frammenti di plastica piccoli possono essere assorbiti dai pesci e altre specie marine. 

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La tarma della cera è anche una minaccia per gli alveari, gli apicultori si difenfono così: 

martedì 25 aprile 2017

Cibo e intolleranze, perchè la scienza ci disorienta?

Se c'è un settore in cui la scienza sembra disorientarci piuttosto che guidarci, è quello del cibo. In base ai suoi consigli, evitiamo grassi e zuccheri, poi il grasso viene riabilitato; la margarina avrebbe dovuto sostituire il burro, che ora riprende il suo posto; l'avena abbassa o no il colesterolo e il cioccolato (o il vino rosso) sostiene - o meno - le nostre funzioni cognitive ... ci si perde in questo ginepraio. 
http://www.drschaer-institute.com/it/articoli-specialistici/la-mappa-mondiale-della-celiachia-1229.html
Ci sono delle ragioni per questo ondeggiamento: la scienza del cibo è difficile e non v'è settore industriale che non sia pronto a lanciarsi a capofitto in qualsiasi tipo di violazione. 

Questo costante bombardamento su ciò che è "buono" o "cattivo" per la salute produce una relazione nevrotica con il cibo, la "ortoressia nervosa" (vedi anche Test di Bratman). Circa 20 milioni di americani dicono di soffrire di problemi digestivi dopo aver mangiato alimenti contenenti glutine, secondo la Relazione annuale al Parlamento Italiano, di celiachia, in Italia soffrono 172 mila persone +15% in 2 anni. 

Già un terzo degli americani rivela l'intenzione di mangiare di meno alimenti con glutine; la vendita di prodotti senza glutine sta esplodendo e si prevede che raggiungerà quindici miliardi di dollari l'anno prossimo. Da noi, ristoranti importanti offrono menù senza glutine, cosa impensabile solo poco tempo fa. 

C'è una malattia autoimmune grave, la malattia celiaca o celiachia, caratterizzata da un'intolleranza permanente al glutine ingerito, che può portare alla distruzione delle pareti dell'intestino; unico trattamento: una rigorosa dieta priva di glutine per tutta la vita. Le stime variano, ma uno studio un po' datato attribuiva la prevalenza di questa malattia nel Regno Unito con un rapporto di uno su 100; ma stime più recenti ci danno un quadro un po' diverso (vedi foto-link in alto)

Ci si aspetterebbe in base a quanto ho detto tre milioni di intolleranti al glutine, non 20 milioni, con quasi cento milioni di americani che vogliono bandire il glutine dalla loro dieta. I gastroenterologi sono perplessi per questa seconda categoria di intolleranza al glutine, auto-valutata dai soggetti che segnalano un netto miglioramento nella loro digestione dopo aver bandito il glutine dalla loro dieta. A parte qualche osservazione isolata, non esistono studi sistematici a sostegno di questa sindrome. 

Fu solo nel 2011 che un primo studio clinico di alto livello (randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo) ha mostrato che il glutine può causare sintomi di disturbi digestivi in soggetti che non hanno avuto la malattia celiaca. L'ansia da glutine che angoscia la società potrebbe sembrare giustificata. 

Ma è davvero il glutine responsabile o é un altro il fattore spiazzante? Da buoni scienziati, i ricercatori hanno ripetuto l'esperienza del 2011, rafforzando ulteriormente il controllo dei soggetti, rigorosamente seguiti, dalla tavola sino ai servizi igienici. 

Ci si é occupati questa volta di rimuovere dall'alimento base, non solo il glutine, ma anche alcuni irritanti (additivi). In particolare, tutti gli alimenti ricchi di zuccheri di una categoria relativamente difficile da assorbire da parte dell'intestino (nome in codice FODMAP, Fermentabili, Oligo, Di-, Mono-saccaridi And Polioli).

Trentasette i soggetti privi di malattia celiaca, che si prestavano al test ma con una dieta a basso contenuto di glutine miglioravano il comfort digestivo. Con il piano di base (senza glutine FODMAP) tutti stavano bene. 

Aggiungendo il glutine (doppio cieco gia cit.), il disagio ritornava. Ma risultato a sorpresa, si aggiungeva un placebo (invece del glutine), i soggetti ne risentivano.

Una volta adottato un regime di dieta povero di FODMAP, qualsiasi altra manipolazione produceva effetti collaterali. 

Il glutine quindi non é il colpevole! Dietro il glutine si nasconde le FODMAP. Scegliere una dieta priva di glutine significa, indirettamente, ridurre le FODMAP, di cui il pane è una fonte notevole.

La medicina è stata lenta a prendere sul serio l'intolleranza al glutine, non allo stesso modo il commercio. Ahimè, senza glutine non significa prodotto sano: il glutine è spesso sostituito da "niente"

Sono pronto a scommettere che sulla base di questo studio serio, ma realizzato su piccola scala e di breve termine, tutti si precipiteranno su prodotti poveri in FODMAP; preparate dunque banane, mirtilli, parmigiano e germogli di bambù, e dimenticare mele, pere, cavolini di Bruxelles e avocado (stavo per scrivere avvocati). 

Fino a quando la classe medica in ascolto, si spera, non confermi questo consumo-sperimentale, lo ritratti o precisi le sue deduzioni sul risultato. 

lunedì 24 aprile 2017

Preparato da te il cibo è più buono. Migliore é la percezione del pasto.

L'Effetto IKEA* anche in cucina. Viene data cioé preferenza ai cibi che sono cucinati da sé. La loro qualità ha anche un ruolo molto importante nella percezione del pasto. 

Mettere le mani in cucina è appagante. Così dice una ricerca pubblicata all'inizio di quest'anno dai ricercatori dell'ETH di Zurigo e dell'Università di Colonia. Accade perchè noi percepiamo gli ingredienti nel loro rapporto con la salute. Così come è vero il contrario per i cibi non sani, che noi preferiamo ma sono preparati da qualcun altro. 

Durante la loro presentazione ai partecipanti dell'esperienza di degustazione, gli autori dello studio hanno suggerito a quattro gruppi di volontari di assaggiare uno dei due tipi di preparati: con lampone a base di latte, in linea con una dieta sana e, l'altro, meno sano, con cioccolato, a base di gelato. Il prodotto finale avrebbe potuto essere servito o preparato da loro stessi.

Poi, per mezzo di un questionario, i ricercatori hanno misurato come i partecipanti abbiano apprezzato il loro preparato, fino a che punto lo abbiano considerato sano, quante calorie abbiano percepito che contenesse, se in quel momento avessero fame, così anche la loro tendenza personale a controllare la loro dieta. Hanno anche misurato la quantità di porzione consumata.  

Analizzando i risultati, hanno trovato che i partecipanti preferivano il prodotto finale quando essi stessi lo avevano fatto. L'alternativa un po' più sana, per contro, non aveva un gusto migliore o peggiore di quanto essi avevano preparato.  

Questo risultato non è stata una sorpresa completa. V'è abbondanza di prove scientifiche e aneddotiche per sostenere quello che viene chiamato Effetto Ikea, cioè che le persone tendono a preferire gli oggetti fatti da loro più che quelli belli e pronti, in ragione dello sforzo investito. Precedenti ricerche condotte dagli stessi ricercatori hanno suggerito che l'effetto Ikea potrebbe essere applicato anche per l'industria alimentare. 

Ma un ulteriore effetto è stato registrato quando è stato loro chiesto di preparare loro stessi. Il fatto di manipolare gli ingredienti ha reso i partecipanti più attenti a ciò che i ricercatori hanno chiamato 'la loro vigilanza in materia di salute' o, del livello di salute, come da loro percepito. Questo ha ulteriormente rafforzato l'Effetto Ikea nel caso dei lamponi sani, ma è diminuito nel caso del cioccolato. 

Questi risultati mettono in evidenza alcuni dei benefici della cucina casalinga: non solo può rende le persone più consapevoli della qualità nutrizionale della loro dieta, ma contribuisce ancor più ad apprezzarla. 
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vedi 




domenica 23 aprile 2017

Il tremendo uso dei bambini nella guerra dei despoti di oggi

Boko Haram è responsabile del "peggior uso possibile dei bambini nei conflitti", denuncia l'Unicef, ha già sacrificato 117 bambini come kamikaze. 
Il numero di bambini utilizzati dal gruppo jihadista Boko Haram in attacchi suicidi è nettamente aumentato. Una volta rilasciati, essi sono detenuti dagli eserciti della regione del lago Ciad per ottenere informazioni sul conflitto. 

"Il numero dei bambini utilizzati in attacchi suicidi nel conflitto del lago Ciad è di 27, nel primo trimestre 2017, contro i nove dello stesso periodo dello scorso anno", secondo un rapporto delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), mercoledì scorso

"Questo è il peggior uso possibile dei bambini nei conflitti", dice Marie-Pierre Poirier, Direttrice dell'UNICEF per l'Africa Occidentale e Centrale. La Nigeria si prepara a commemorare il rapimento delle studentesse Chibok, avvenuto tre anni fa. 

Nel mese di aprile 2014, più di duecento ragazze erano state rapite dal gruppo jihadista, sollevando un'ondata di emozione e condanna globale. I rapimenti in massa di bambini, donne e uomini nei villaggi attaccati dal gruppo sono particolarmente comuni. Essi vengono poi costretti a combattere a fianco dei ribelli. 

Fino ad oggi, 117 bambini sono stati utilizzati per commettere attentati in Nigeria, Ciad, Niger e Camerun dal 2014. Nel dettaglio: quattro nel 2014, 56 nel 2015, 30 nel 2016 e 27 nel corso dei primi tre mesi del 2017. Bambini, giovani adolescenti, ma anche donne con neonati, si sono fatti esplodere su ordine del gruppo. 

Grande preoccupazione nell'UNICEF per il numero di bambini detenuti dagli eserciti di quattro paesi della regione (Nigeria, Niger, Ciad, Camerun). "Nel 2016, quasi 1.500 bambini erano in detenzione amministrativa. Sono detenuti in caserme, separati dai loro genitori, senza controllo medico, senza sostegno psicologico, senza istruzione, in condizioni e per periodi che noi non conosciamo", dice Patrick Rose, coordinatore regionale. 

L'anno scorso Amnesty International aveva già allertato le autorità su queste condizioni di detenzione "orribili": "malattie, fame, disidratazione e ferite da proiettili". 149 persone, tra cui 11 bambini sotto i 6 anni sono morte nella caserma Giwa a Maiduguri (nord-est della Nigeria) tra gennaio e maggio 2016. 

Lunedi scorso, il governo nigeriano ha detto di aver rilasciato 600 persone, tra cui 200 bambini, un gesto di "speranza" accolto con favore dalla ONG per incoraggiare una migliore reintegrazione degli abitanti del villaggio che hanno vissuto sotto il giogo dei combattenti di Boko Haram. Il gruppo jihadista è ampiamente indebolito dopo l'arrivo al potere del presidente nigeriano Muhammadu Buhari, ma la regione del Lago Ciad rimane instabile. Il conflitto con Boko Haram ha cancellato più di 20.000 vite dal 2009 e prodotto 2,6 milioni di sfollati. 

sabato 22 aprile 2017

Una nave per l'aborto dove la legge è restrittiva.


Una ONG olandese offre aborti liberi in Messico, dove la legislazione è molto restrittiva. 
http://www.womenonwaves.org/it/page/6945/abortion-ship-sailed-out-with-women
La barca della ONG "Women on Waves", è arrivata in Messico per offrire aborti medici liberi e contrastare una legislazione restrittiva messicana così, ha detto venerdì l'organizzazione olandese. 

Le attiviste, che nel mese di febbraio furono espulse dal Guatemala, senza essere in grado di fare un aborto, hanno posizionato la loro barca di fronte a Guerrero (sud), sulla costa messicano del Pacifico

"La nave di The Women on Waves ha tutti i permessi necessari in Messico e riceve le donne fino a Domenica prossima", ha annunciato l'ONG in un comunicato. "Già naviga in acque internazionali quando ospita le donne in gravidanza, fino a nove settimane, che vogliono un aborto", dice la nota. 

L'ONG olandese, la cui barca è andata prima in Irlanda, Polonia, Portogallo e Spagna, ritiene che "l'accesso all'aborto sicuro è in primo luogo una questione di giustizia sociale" in America Latina, in particolare, dal momento in cui è scoppiata la crisi Zika

"Di fronte a un'infezione Zika che causa malformazioni del feto (...), la reazione dei governi latino-americani non è accettabile", ha detto venerdì il presidente della ONG, Rebecca Gomperts a una conferenza stampa nella città costiera di Ixtapa. 

La campagna mira a richiamare l'attenzione sulla necessità di praticare aborti sicuri in tutto il Messico, dove l'aborto è legale in casi di stupro, ma limitata in altri casi con differenti varianti nei 31 stati del paese. 

L'aborto è, quindi, consentita a Città del Messico ed è praticata in modo sicuro, con solo lo 0,68% di complicanze, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel resto del paese, a causa di restrizioni legali, il tasso di complicanze sale al 36%. Dal 2009, si stima che un milione di aborti vengono eseguiti ogni anno in Messico. 

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venerdì 21 aprile 2017

Il Treno Suite. Lusso, rapidità, confort e quant'altro.

Scrivo questo post a beneficio degli amanti del lusso, della buona cucina, fino all'ortoressia, dei campi da golf, di quelli che non si accontentano dell'utilitaria ... eccetera, dopo aver letto di questa meraviglia che non vedremo mai alle nostre latitudini, già satolli se le linee locali ci concedono delle vecchie littorine. 
http://www.seejapan.co.uk/jnto_consumer/media/press-releases/press-release-detail/16-05-26/two-new-luxury-trains-launching-in-japan-in-2017
Ecco il Treno Suite, Shiki-Shima, il nuovo treno di lusso giapponese! Qui, nella terra del sol levante, il treno è di gran lunga il miglior mezzo di trasporto: pulito, veloce, efficiente e puntuale. Se qui già i treni di lusso abbondano, il nuovo treno Suite Shiki-Shima mette l'asticella piuttosto in alto, con i suoi bar, le suite private, le postazioni di osservazione, oltre a bar e ristoranti gourmet. 

Questo treno comprenderà 17 suite, con letti, docce e servizi igienici. Di lusso saranno anche le vasche da bagno. 

Il treno Suite Shiki-Shima della compagnia JR East sarà lanciato nel prossimo maggio 2017 e, un viaggio di due giorni, costerà più di € 2.700 a persona! 

giovedì 20 aprile 2017

L'immagine di Trump per una conferenza sugli abusi sessuali.

Dopo molte riflessionl e un dibattito, la Stanford University ha autorizzato l'uso di una foto di Trump su un poster controverso. 
https://twitter.com/MaggieJordanACN/status/854437100762124288/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fwww.lematin.ch%2Fpeople%2Ftrump-effigie-conf-abus-sexuels%2Fstory%2F30252901
Una foto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump appare, infine, sui manifesti che promuovono un convegno sulla violenza sessuale a Stanford, la prestigiosa università che ha finito per dare il suo accordo dopo mesi di discussioni con una docente. 

Il poster controverso creato da Michele Dauber, titolare della cattedra di diritto, comprende uno screenshot di un video di Donald Trump, allora soltanto magnate immobiliare, che, durante la campagna presidenziale, aveva fatto trapelare, vantandosene, di prendere le donne dal cavallo, perché famoso. 

Lo screenshot, tratto da una registrazione del 2005 per lo spettacolo "Access Hollywood", comprende il presentatore Billy Bush e l'attrice l'Arianne Zucker (il filmato in tutta la sua volgarità - link CNN, visibile anche in basso). 

"Sto cercando da mesi di ottenere dall'università il permesso di utilizzare l'immagine", dice Michele Dauber, aggiungendo che ha appreso da poco che poteva finalmente farlo.

"Sono delusa dal fatto che ci siano voluti gli articoli sulla stampa perchè la facoltà onorasse il suo obbligo di proteggere la libertà accademica", ha aggiunto.

Michele Dauber insegna a Stanford da 16 anni e ritiene che il tentativo da parte dei dirigenti dell'Università di impedire di usare la foto del presidente è pura censura. 

"Contenuti e conversazioni difficili su argomenti controversi, questo è ciò che dovremmo trovare all'università", che sono, peraltro, lo scopo del Primo Emendamento della Costituzione americana, che garantisce la libertà di espressione, ha anche detto la Dauber. 

Lisa Lapin, portavoce dell'istituto, ha detto che l'università aveva temuto un "atteggiamento politico pregiudiziale", tanto più che il prospetto dell'iniziativa portava il nome della scuola e non quello del docente, ma alla fine ha concluso che "l'immagine utilizzata sul materiale promozionale non rappresentava alcuna violazione" alle regole della scuola.

Le università americane non "possono assumere posizioni politiche, anche se gli individui sono liberi di esprimere le proprie opinioni", ha aggiunto. L'evento si concentrerà sulla violenza sessuale nel campus e sul titolo IX, la legge federale che protegge le vittime di violenza sessuale e che potrebbe essere modificata dall'amministrazione Trump. 

Per Michele Dauber, l'incidente è il simbolo di "un declino nella libertà di espressione sotto Donald Trump, in particolare nel contesto delle aggressioni sessuali" e Stanford "ha fatto molti passi falsi in questo settore". 

L'università è stata al centro di uno scandalo lo scorso anno dopo che uno dei suoi allievi, Brock Turner, era stato condannato per aggressione con l'intenzione di violentare una giovane donna nel campus. 

Ma ha ricevuto una condanna a sei mesi di carcere e tre anni di libertà vigilata ed è stato rilasciato dopo tre mesi. Michele Dauber aveva guidato il movimento per le dimissioni del giudice che aveva emesso una sentenza così lieve, perchè fosse rimosso. 

Dopo questo, l'università aveva anche suscitato polemiche l'anno scorso per aver vietato l'alcol alle feste che si svolgono nel suo ambito, una misura piuttosto criticata perchè non risolve il problema della violenza sessuale nel campus
Il filmato della CNN

mercoledì 19 aprile 2017

I tedeschi in coda in fatto di start up. Meglio gli immigrati.

Per fortuna ci sono gli stranieri a lanciare le start-up! Secondo uno studio, solo la recente ondata di immigrazione stimolerebbe l'imprenditorialità nel paese. 
http://www.economist.com/news/europe/21716053-while-native-germans-are-growing-less-eager-start-businesses-new-arrivals-are-ever-more
Il lavoro duro è una caratteristica dei dipendenti tedeschi. Fare impresa, per contro, non è il loro forte. Questo è il punto di vista dell'Economist

Secondo uno studio condotto da due ricercatori dell'Università di Mannheim, Rene e Stefan Leicht Berwing, "la probabilità che lancino una propria azienda è inferiore a quella degli americani, svedesi e anche dei francesi", riporta la rivista inglese. L'Italia, da questo punto di vista non sembra essere molto distante. 

Solo la recente ondata di immigrazione stimola l'imprenditorialità. Così che, nel 2015, il 44% delle imprese di nuova costituzione, sono state fatte da stranieri, un incremento molto significativo rispetto al 13% del 2003. 

La tendenza dovrebbe continuare, data l'arrivo di più di 1 milione di rifugiati negli ultimi due anni. Tanto più che alcuni arrivano sul posto già con l'idea di avviare o riavviare un business interrotto in Siria o altrove. 

Altri immigrati diventano imprenditori per "Default", dice The Economist. Con la creazione di una società, essi avviano "attività più in linea con le loro qualifiche, la discriminazione diventa un problema minore e l'aumento dei redditi avviene più rapidamente", afferma René Leicht. 

martedì 18 aprile 2017

Allarme UNESCO: Bracconaggio e traffico nel 45% dei siti.

Protetti per la loro fragilità, bellezza e rarità i siti, patrimonio dell'Unesco non sfuggono al mercato nero. 

https://twitter.com/WWF/status/854172230699417600
Circa il 45% dei 200 siti naturali Patrimonio Mondiale dell'UNESCO sono vittime di bracconaggio o di disboscamento illegale, avvisa il WWF, martedì. Quasi un terzo delle tigri allo stato selvatico e il 40% di tutti gli elefanti africani che vivono in questi luoghi. 

Questi sono gli ultimi habitat per le specie in via di estinzione: il caso del rinoceronte di Giava in Indonesia o la focena di California, una specie del Golfo del Messico. 

Secondo il rapporto del WWF, il bracconaggio di specie vulnerabili e in pericolo, prima fra queste gli elefanti, rinoceronti e tigri, è stato rilevato in 43 siti patrimonio del mondo, mentre i casi di disboscamento illegale, di 'specie vegetali di pregio come il palissandro e l'ebano, sono stati identificati in 26 siti. 

La pesca illegale, è riportata in 18 dei 39 siti costieri e marini attualmente circoscritti. L'ONG sottolinea, tuttavia, che la stima precisa della misura delle attività è difficile proprio per la loro natura illegale. 

Il bracconaggio nei siti UNESCO sta mettendo in pericolo la specie, ma anche l'economia locale, vedi l'abbassamento dell'attrattiva di questi siti per i turisti che desiderano ammirare gli animali nel loro ambiente naturale. 

Il WWF stima che la caccia di frodo degli elefanti priva annualmente l'Africa di 25 milioni di dollari del fatturato del turismo. Su un valore annuo tra 15 e 20 miliardi di euro, dice il rapporto, il mercato e commercio illegale della fauna selvatica è il quarto commercio illecito del mondo dopo la droga, la contraffazione e il traffico di esseri umani. 

Il commercio illegale del legname (legno per qualsiasi uso diverso da riscaldamento), é responsabile da solo del 90% della deforestazione registrata nei principali paesi tropicali per un valore da 30 a 100 miliardi di dollari anno, dice il WWF