venerdì 30 giugno 2017

Uomini che detestano le donne. Vanno per la loro strada. MGTOW.

Essi mettono in guardia i loro simili contro la truffa del matrimonio, inneggiano alla vasectomia o, ancora meglio, alla verginità. Chi sono gli MGTOW?. 
https://twitter.com/MGTOW/status/875133232689303552
Sotto questo acronimo di "Men Going Their Own Way - uomini che vanno per la propria strada" si trova un numero crescente di individui di sesso maschile arrabbiati. Gli uomini che credono ci sia un complotto, messo in piedi dalle 'femmine', è così che si chiamano le donne quando si attrezzano per "distruggere i maschi". 

I membri di questa nicchia della manosphère (definizione che non ha un preciso corrispondente in lingua italiana - è lo spazio su internet e social network che difende il maschilismo) considerano Trump o Putin come modelli, sostengono la vasectomia e credono che "tutte le donne abbiano in loro la mentalità da prostitute e iniziano a partire dall'età di 12 anni e, a volte meno, a cercare l'idiota che finanzi la loro esistenza". (vedi il blog italiano degli MGTOW). 

Ne parla Roselina Salemi (La Repubblica) "...è un movimento impetuoso molto anglosassone, raccolto sotto l’acronimo Mgtow, Men going their own way: ovvero uomini che vanno per la loro strada. Ma dove vanno? Nessuna entusiasmante destinazione". 

giovedì 29 giugno 2017

Su Facebook un gruppo segreto per 1000000 di donne. Enorme successo.

Mark Zuckerberg ha incontrato, la fondatrice nigeriana di questa pagina intesa come spazio di discussione per le donne nel paese. 
http://edition.cnn.com/2015/06/30/africa/being-female-in-nigeria/
Essere una donna in Nigeria non è cosa facile. Nel nord, il gruppo jihadista Boko Haram è tristemente famoso per l'infame rapimento di più di 276 studentesse Chibok il 14 aprile 2014 - la maggior parte di loro, da allora, è stata liberata

Questo spettacolare sequestro di massa che ha sconvolto il mondo non è che una goccia nell'oceano delle violenze subite dalle donne nel nord-est, dove il conflitto tra i combattenti jihadisti e le forze governative da anni causano migliaia di stupri e rapimenti. 

Anche nella vita di tutti i giorni, in altre parti della Nigeria, le donne devono subire la pressione di una società maschilista e patriarcale. Una norma sociale che ha spinto molte donne a denunciare la discriminazione di cui erano vittime utilizzando l'hashtag 
(letteralmente "Essere donna in Nigeria") su Twitter dal 2015. 

"Alcuni dicono che le donne devono obbedire agli uomini, perché questa è la nostra cultura. Ma la nostra cultura è in continua evoluzione", confidava sull'argomento la nigeriana Chimamanda Adichie Ngozie, durante una conferenza (vedi filmato fondo pagina). 

Il movimento femminista ha avuto un successo ancora maggiore su Facebook. Come riportato dal sito di notizie Quartz, un gruppo di discussioni private intitolato "Female IN (in Nigeria)" (FIN) è stato creato e comprende più di un milione di iscritti, ad oggi. 


FIN permette alle donne di esprimersi senza timore di essere giudicate sulla discriminazione o sui problemi che devono affrontare nella loro vita in Nigeria o anche nella diaspora all'estero. "I membri di questo gruppo condividono le loro esperienze in materia di discriminazione di genere, di abusi domestici, di violenza o stupri", dice Quartz. 

Quale segno della portata del movimento su Facebook, il boss del colosso statunitense Mark Zuckerberg ha incontrato Lola Omolola (TIMES) espatriata nigeriana a Chicago e fondatrice di «female IN" (Fb). Il miliardario ha dichiarato di voler imparare da questo esempio per capire come incoraggiare la discussione di tali comunità su Facebook. 

mercoledì 28 giugno 2017

Far bene l'amore fa bene alla memoria e al cervello.

Fare sesso ogni settimana dopo i 50 anni, secondo uno studio pubblicato martedì 20, stimola il cervello. 
https://www.sciencedaily.com/releases/2017/06/170622083020.htm
Dopo cruciverba o sudoku, ne avevamo già sentito, un nuovo studio britannico dice che il mantenimento di una regolare attività sessuale dopo i 50 anni aiuta a mantenere le prestazioni del cervello. 

I ricercatori, che hanno pubblicato i loro risultati nella rivista Science News e sulle altre specializzate, hanno intervistato 28 uomini e 45 donne di età compresa tra i 50 e gli 83 anni sulla frequenza dei rapporti sessuali e misurato le loro capacità cognitive. 

Le persone che dicono di aver avuto l'attività sessuale almeno una volta alla settimana sono anche coloro che hanno l'espressione verbale più fluida e una migliore capacità di rappresentare il loro ambiente nello spazio. 

"É possibile che un aumento della frequenza dell'attività sessuale corrisponda ad un miglioramento delle prestazioni intellettuali", affermano gli autori dello studio congiunto delle università di Oxford e Coventry. 

"Alla gente non piace pensare che gli anziani possano avere rapporti sessuali", suggerisce in un comunicato Hayley Wright, che ha guidato la ricerca per l'Università di Coventry. 

"Ma abbiamo bisogno di eliminare questa rappresentazione e prendere in considerazione l'impatto sociale che può avere l'attività sessuale sulle persone con età superiore ai 50 anni", dice. 

I ricercatori continueranno il loro lavoro per trovare una spiegazione biologica alla loro scoperta. Vogliono analizzare la potenziale influenza di alcune sostanze chimiche, tra cui la dopamina e l'ossitocina, il legame tra attività sessuale e la funzione del cervello. 

"I risultati hanno importanti implicazioni per il mantenimento di rapporti intimi per tutta la vita", dice Wright. 

martedì 27 giugno 2017

É vietato ... aprire le gambe. I signori uomini sono avvertiti.

Vietato aprire le gambe sul bus. La capitale spagnola si propone di lottare contro la pratica del "manspreading", che consiste nel sedersi con le gambe divaricate. 
https://www.okchicas.com/mujeres/mujeres-exigen-hombres-sentarse-con-piernas-cerradas-manspreading/
"É una totale mancanza di rispetto e di educazione". A Madrid i primi adesivi apposti sugli autobus contro la pratica delle gambe divaricate sono apparsi la settimana scorsa, iniziativa largamente sostenuta dai madrileni. 

https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2017/06/10/please-stop-manspreading-on-public-transportation-madrid-officials-say/Da giovedi, molti bus mostrano un adesivo contro la pratica nota come "manspreading". 

Il termine è nato nel 2014 a New York, a seguito di una campagna della Metropolitan Transit Authority (MTA trasporti di New York) secondo l'Oxford dictionaires

A Madrid, pensata dal 2015 da una organizzazione civica di sinistra, l'immagine, che verrà visualizzata in 2.000 autobus, mostra la figura di un uomo rosso, che allegramente, con braccia e gambe, invade il posto accanto, accompagnato dalle parole "Rispetta lo spazio degli altri". 

Per Melissa Garcia, spagnola trentenne, è una buona idea: "Questa è totale mancanza di rispetto e di educazione", ha detto prima di ammettere che lei non ha esitato a "dare un calcio" all'ultimo autore di questo misfatto e detto "il posto che occupi è abbastanza ampio per te". 

https://www.change.org/p/pongan-carteles-en-metro-y-autobuses-para-que-respeten-nuestro-espacio-madridsinmanspreading?recruiter=724025708&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petitionLa creazione di questa icona viene dopo una campagna, lanciata su Change.org, del collettivo "Mujeres en Lucha - Donne in lotta" sui social network è visibile anche con l'hashtag #MadridSinManspreading, contro questa pratica piuttosto diffusa tra gli uomini. "C'è un senso della gerarchia e territorialità, come se lo spazio appartenesse a loro", scrivono. 

"Non stiamo dicendo che gli uomini sono maleducati o macho, è un problema sociale (...) Viene insegnato a noi donne di sedere con le gambe strette e agli uomini ad occupare gli spazi" dice Paula Argilloso, membro di questo gruppo. 

Inoltre, se la pratica è spesso attribuita agli uomini, a volte è anche adottata dalle donne, si lamenta Robert Durou, pensionato. "Prima ... la gente era più consapevole e attenta agli altri", dice deluso. 

Un altro madrileno, David Correa Clares, diciannovenne, è tra coloro che praticano "manspreading". "Le persone mi hanno detto che le infastidivo, ora mi siedo educatamente e poi ..., non credo che ci fosse bisogno di una regola o un cartello che dica come bisogna sedersi".

Questo è anche il punto di vista della regione di Madrid, guidata dai conservatori che gestisce la metropolitana. La Regione ritiene che le norme siano già chiare: "Una posto seduto per persona". Mettere adesivi nei treni "non fa parte delle spese con priorità", dice un portavoce.

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vedi anche: 
Cari signori chiudete quelle gambe vergognosamente aperte! ... e lasciateci spazio! 

... la sessuologa che tratta questo tipo di comportamento:
"Ho osservato che gli uomini che siedono con le gambe spalancate davanti a me hanno spesso una disfunzione erettile... ".

lunedì 26 giugno 2017

Quel "genio della matematica" che intriga la stampa.

https://it.wikipedia.org/wiki/Medaglia_FieldsIl profilo del nuovo deputato, Cédric Villani, del partito La Repubblique En Marche, è il più commentato dai media internazionali. La sua medaglia Fields e il suo aspetto sono sempre a fuoco sulla stampa internaziona.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cédric_VillaniNell'Assemblea nazionale francese c'è un "campione di matematica sexy"! Titola The Daily Telegraph. Cédric Villani, eletto nel 5° distretto di Essonne, il 18 giugno, è una delle "grandi figure" tra i neoletti nel Palais Bourbon. "Il suo poetico taglio di capelli, i foulard colorati e la spilla con ragno" hanno attirato l'attenzione del quotidiano britannico conservatore. 

Così come questa sfumata allusione Dandy, nelle cravatte, del matematico non è sfuggita a the Guardian, che descrivendo la squadra di Macron preferisce sottolineare, la sua "facile vittoria" nelle legislative, di fronte alla candidata repubblicana Laure Darcos. 

Al di là del look, il quotidiano spagnolo El País vede in Cédric Villani un simbolo di quella ricomposizione politica in corso in Francia. "Villani incarna molto le parti che simboleggiano Macron - stima il quotidiano madrileno -. Il successo della élite urbana, benestante e istruita, ottimista e convinto europeista". Già da un anno lo definiva "EL LADY GAGA DE LAS MATEMÁTICAS" ed anche "il matematico più influente del mondo". 

Anche in Germania, il serissimo Der Spiegel paragona anche la popolarità di Cédric Villani, in Francia a "quella di una pop star". Per il settimanale di Amburgo, l'entrata in politica del matematico "non è affatto una sorpresa: direttore del Istituto Henri Poincaré a Parigi, è stato consigliere per la scienza della Commissione Europea e ha lavorato per il think tank EuropaNova, che sostiene la necessità di un'Europa democratica e sociale". Questo coinvolgimento europeo è la ragione principale che ha spinto il Villani ad impegnarsi per la candidatura di Macron. 

Der Spiegel descrive il suo approccio "semplice" alla politica, prendendo come esempio la sua risposta a Jean-Luc Mélenchon, che ha detto che avrebbe spiegato il principio del contratto di lavoro secondo la "matematica" il loro primo giorno all' Assemblea nazionale. Cédric Villani gli aveva poi replicato con un semplice Tweet: ... ne ho già visti di questi contratti, ma sarà un piacere ricevere dei corsi particolari (vedi)..  

Anche Il quotidiano spagnolo ABC si sofferma  su "questo grande senso dell'umorismo, che si associa ad una grande conoscenza pedagogica dimostrata in radio e trasmissioni televisive: con lui, Macron ha una personalità molto popolare remota dalla politica tradizionale". 

domenica 25 giugno 2017

Quel raro caso in cui l'uomo guadagna meno della donna.

I modelli sono meno pagati delle loro colleghe donne. Si tratta di una rara inversione della solita disparità salariale tra uomini e donne, nel mondo della moda sono gli uomini, infatti, che guadagnano meno. 
http://www.milanomodauomo.it/it/
Tra le decine di giovani uomini in marcia alla Settimana della Moda di Milano, appena conclusa, nessuno ha sperato di competere, un giorno, con le stelle femminili del podio in termini di notorietà o di risarcimento. 

Infatti, se i nomi di Gisèle Bündchen, Kate Moss o Naomi Campbell vanno ben oltre i confini della moda, i loro colleghi maschi, come Sean O'Pry americano o il britannico David Gandy, rimangono praticamente sconosciuti al grande pubblico. 

Intervistato nel 2011 dal Sunday Times, disse: "Nella gerarchia delle foto fashion, c'è il fotografo e la top model, gli stilisti, gli assistenti e infine il modello maschio". 

Per il sociologo della moda Frédéric Godart, "anche se nei mercati dell'abbigliamento di lusso maschili e femminili generano un equivalente di vendite, pari a circa 30 miliardi di dollari ciascuno, la moda è un settore che si rivolge principalmente alle donne". I marchi e le riviste di moda sono più attratti dal capitale estetico femminile, che può meglio vendere un prodotto e quindi migliorare la remunerazione delle modelle

Secondo lo specialista sono circa un migliaio le giovani donne del pianeta a poter vivere comodamente la posizione di modelle. "In questo contesto, è la regola di 'the winner takes all' (il vincitore prende tutto). Prevale, in modo tale che le top di questo ramo femminile tendono ad afferrare tutto dalla l'attuazione, aumentando il divario con gli uomini". 

Nel 2013, la classifica della rivista americana Forbes delle top model più pagate, vedeva Gisèle Bündchen intascare la somma di 42 milioni di dollari, 28 volte di più rispetto al suo equivalente maschile Sean O'Pry, che porta agli uomini la "piccola" somma di un milione e mezzo. 

Ma il caso dell'icona brasiliana, che moltiplica i contratti mirabolanti con importanti marchi di lusso, fa eccezione nel mondo della moda. 

Sul più alto del podio negli ultimi quindici anni, infatti, regolarmente distanzia di due o tre decine di milioni di dollari le principesse Kate Moss o Mirranda Kerr o, l'anno scorso, la sua compatriota Adriana Lima ... "Le differenze di retribuzione tra i sessi tendono a diminuire man mano che si scende nella gerarchiaLo stipendio medio di un modello negli Stati Uniti, maschio o femmina, si aggira intorno ai 30.000 dollari l'anno", dice Godart. 

Ma non tutti possono dire la stessa cosa, molte persone vivono in condizioni di povertà e sono costrette durante i tempi morti a trovare un secondo lavoro. La compensazione in vestiti è anche ampiamente praticata in questo ambiente. 

Professionista da dieci anni, il modello francese Baptiste Nicol assicura, tuttavia, che si può "vivere dignitosamente senza essere nella top 100 mondiale". "Lavorando in media 15 giorni al mese per cataloghi, sfilate o manifestazioni, si può arrivare a un salario decente", dice il giovane di 32 anni che afferma di fare una carriera "modesta", senza lasciare i confini della Francia. 

Quanto alle differenze salariali con i suoi coetanei? "Esistono, naturalmente, ma ci sono anche tra i ragazzi. Si deve prendere in considerazione le nostre carriere che durano più a lungo: un uomo guadagna meglio, in generale, tra i 30 ei 50 anni", spiega. 

Secondo Rosa Sarli, direttrice dell'agenzia Elite di Milano, lo stipendio dei modelli è un problema "difficile da generalizzare, sia per gli uomini che per le donne. Può dipendere da una serie di fattori che vanno al di là dei criteri fisici, come per esempio la notorietà. Il fatto di essere sposata (o) ad una star o semplicemente esser figlio o figlia di una celebrità farà aumentare i compensi". 

sabato 24 giugno 2017

Gli stilisti vestono le donne del Golfo per il Ramadan.

L'alta moda realizza collezioni speciali per le clienti del Golfo che praticano il Ramadan. 
https://twitter.com/EsmodDubai/status/874269557904551936
Le principali marche di moda, Dolce & Gabbana o Michael Kors, corteggiano sempre più le donne musulmane dei paesi del Golfo, dove il Ramadan è diventato l'occasione per presentare le collezioni speciali a loro destinate. 

Mese dedicato alla riflessione spirituale, il Ramadan è anche un'occasione far festa, la sera, quando la famiglia e gli amici si riuniscono per rompere il digiuno. 

Ma per molte donne del Golfo è diventata sempre più forte la passione per la moda sotto l'influenza dei social network e dei blogger specializzati e vogliono indossare abiti diversi per ogni notte di Ramadan. 

Alcuni nomi del lusso e della moda hanno deciso di espandere la propria clientela di base in questa regione che è già tra le più grandi acquirenti di case di moda e ready-to-wear, per creare le proprie linee dedicate, molto popolari nelle feste del Ramadan, che comprendono tra l'altro abaya o hijab. Collezioni "dedicate" in edizione limitata. 

Il mercato sembra essere molto promettente: Le spese dei musulmani per abbigliamento e calzature dovrebbero rappresentare nel 2019 circa 500 milioni di dollari (pari a circa 450 milioni di euro), secondo Tamara Hostal, Direttrice del "fashion marketing" alla Scuola di Moda ESMOD di Dubai

La compagnia DKNY americana ha fatto da battistrada in questo campo lanciando nel 2014 una speciale edizione del Golfo in occasione del Ramadan. 

Altri marchi si sono affrettati sulla scia, come Dolce & Gabbana nel 2016 che ha presentato una notevole collezione chiamata "Abaya" con abiti che coprono ampiamente il corpo soddisfacendo i criteri della cosiddetta moda "pudica", fiori e ricami ricordavano il tocco italiano. 

La casa giapponese Uniqlo, l'americana Michael Kors o le catene Mango e Zara hanno anche loro investito in questa nicchia di mercato. Nike sta preparando un hijab sportivo per il 2018. 

Per dare la migliore visibilità possibile alle loro collezioni, i marchi scelgono di lanciare i loro prodotti, spesso, in connessione con i blogger, proprio prima del Ramadan, che si è svolto quest'anno dal 26 maggio al 24 GIUGNO. 

La designer americano-venezuelana Carolina Herrera ha scelto di andarvi nel mese di maggio con la sua prima collezione in esclusiva per la regione del Golfo, con quattro stili di abaya e fantasie a pois o pizzo. 

Il marchio di lusso ha anche rivelato una collezione autunno-inverno in previsione della festa di Eid al-Fitr, dal 25-26 giugno, con "lunghi abiti in pizzo nero, rosso o giallo mimosa che possono essere abbottonati fino al colla o con scollatura più o meno marcate e per ogni donna", dice un rappresentante del marchio. 

"Si tratta di un nuovo mercato, nel quale noi raccogliamo i feedback della nostra prima collezione", ha detto la direttrice del marketing regionale per CH Carolina Herrera. 

"In genere, i clienti non comprano qui se il design è troppo semplice", aggiunge. Per la stilista Aiisha Ramadan, che ha vestito le cantanti Jennifer Lopez e Christina Aguilera, nonché l'attrice Zendaya (Spider-Man), i marchi internazionali hanno un approccio intelligente "avvicinando, nelle case, le donne arabe (Golfo) con kaftani e abaya". Soprattutto se queste si avvicinano alla "nostra cultura" con rispetto, ha detto. 

"Ci sono così tante opportunità: il prêt-à-porter, attira le clienti alla ricerca di un guardaroba classico e casual. Poi ci sono le abaya di moda che attirano chi vuole distinguersi", dice nel suo laboratorio a Sharjah negli Emirati Arabi Uniti mentre indossa un brillante caftano rosa ornato con una collana d'oro con una calligrafia araba. 

Ma questa tendenza solleva delle critiche, in particolare di quelle che parlano di alcuni designer a volte superficiali nelle pratiche di marketing, a volte sprezzanti, perchè prive della necessaria comprensione per la cultura del Golfo. 

Mentre alcuni progettisti pensano di creare una linea dedicata, altri pensano di "mettere solo un paio di maniche ad una collezione, allungare il fondo di un vestito" per poter dire "questa è una collezione per il Ramadan", tanto da far insorgere un giovane ed influente blogger nel mondo della moda nel Golfo. 

"Francamente, è offensivo", è il commento di una che preferisce rimanere anonima per motivi professionali. Da una terrazza di Dubai, con gli occhi protetti da occhiali da sole, di un marchio di lusso francese, lei, descrive se stessa come sia un musulmana praticante e "Fashion Victim". 

Per Aiisha Ramadan, è inevitabile che le tradizioni culturali e religiose si adattino progressivamente. "L'abaya è nata come tradizione che incarna una forma di pudore" nell'abbigliamento, ma oggi "si sta evolvendo oltre il semplice nero". 

"É solo una questione di tempo perchè si veda che le donne d'occidente accettino le abaya nel loro guaradariba". 

venerdì 23 giugno 2017

Se parlo del sole le tue pupille si illuminano. Si restringono se ti parlo di tenebre....

Se ti racconto della luce, le tue pupille si restringono; se parlo di tenebre, si espandono. Una semplice parola è sufficiente a innescare questa risposta involontaria delle nostre pupille. Pupille non sono, in questo caso, le donne cui teniamo particolarmente, né questo è un romantico discorso sotto il sole caliente. (nella foto Stefania Tarantino)
https://www.sciencedaily.com/releases/2013/12/131203091618.htm
Un team di ricercatori ha trovato che il significato di una parola è stato sufficiente a innescare una reazione involontaria nei nostri occhi. 

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Psychological Science, "apre un nuovo modo di comprendere l'elaborazione del linguaggio nel cervello", dicono al CNRS (National Scientific Research Centre) e all'Università Aix-Marsiglia in un comunicato. 

Gli occhi di sessanta persone sono stati osservati durante la lettura o l'ascolto delle parole scelte da un elenco di 121 vocaboli, alcuni legati alla luce (sole, giorno, splendere), altri associato al buio (notte, oscurità) e parole di controllo, come i nomi di animali. 

"Abbiamo dimostrato che le pupille degli occhi diventano più piccole, dopo che le persone hanno letto o sentito parole legate alla luce, di quando leggono o sentono le parole relative al buio", confermano anche i ricercatori, associati dell'Università di Groningen (Paesi Bassi). 

"Questo effetto aumenta lentamente e gradualmente, raggiunge il picco in un tempo tra uno e due secondi" dopo la lettura o l'ascolto della parola, spiegano gli studiosi. 

Questi risultati "suggeriscono che le immagini mentali delle parole lette o ascoltate vengono automaticamente create dal nostro cervello, come, per esempio, un cerchio luminoso nel cielo per la parola sole. Questa immagine mentale sarebbe il motivo per cui le pupille diventano più piccole, come se il sole fosse davvero lì davanti agli occhi". 

giovedì 22 giugno 2017

Leggendo si risveglia il cervello degli adulti. La plasticità del nostro organo principale.

Un esperimento condotto con una trentina di analfabeti, in India, mette in evidenza il fenomeno della plasticità del cervello nelle zone più primitive dell'organo umano. 
https://sharpbrains.com/tags/brain-plasticity/
Imparare a leggere ha effetti sorprendenti sul cervello. Uno studio condotto in India su 21 analfabeti trentenni, dimostra che imparando l'alfabeto, la composizione delle parole e un po' di grammatica, si creano nuove connessioni tra le diverse parti del cervello. Questi risultati sono stati pubblicati il 24 maggio scorso da Science Advances

Ricercatori provenienti dal Lucknow Biomedical Research Center in India, assistiti dalle Università di Hyderabad e Allahabad e dall'Istituto olandese di psicolinguistica Max Planck, "mentre si aspettavano uno sviluppo della regione della corteccia esterna", hanno scoperto che i cambiamenti sono intervenuti anche "nelle più profonde e più antiche aree del cervello", riporta l'Indian Express nel suo numero del 12 giugno

Sulla scala dell'evoluzione dell'umanità, la scrittura è un fenomeno "relativamente nuovo", dice il giornale. La sorpresa è che l'apprendimento della lettura riguarda le regioni del cervello che già esistevano "diverse migliaia di anni fa", quelle che ci permettono, per intenderci, di "fare la differenza tra un coniglio e un serpente". 

É come se nuovi canali di informazione siano stati creati dalle sinapsi, permettendo la "sincronizzazione tra i centri della vista, udito e capacità motorie". 

Questa scoperta suggerisce che la dislessia non può essere un problema di linguaggio, ma di visione. Si aprono nuovi orizzonti in particolare nel mondo della scuola, in un paese dove "un quarto della popolazione non è in grado di leggere o scrivere", dice The Indian Express. 

mercoledì 21 giugno 2017

Anime erranti. Foto fantasma dei richiedenti asilo. Senza identità.

Lingering Ghosts (Spettri spaventosi). Chi è, a chi assomiglia, cosa sente un richiedente asilo? 
http://www.samivin.com/lingeringghosts/
Questo è il senso delle domande che si pone il progetto fotografico di Sam Ivin. I ritratti della serie Ghosts ("anime erranti"), pubblicati dalle edizioni Fabrica sono stati fatti tra le diverse organizzazioni e associazioni che aiutano i rifugiati nel Regno Unito. 

"Alcune immagini sono come fantasmi del passato, mentre altri sembrano volutamente sfregiati", spiega Culture Lens. Grattando i volti e cancellandone parte Ivin intende rinviarci alla sensazione di "perdita di identità" dei migranti

martedì 20 giugno 2017

Giustizia. All'unanimità. Non si può vietare su fb gli abusi sessuali.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito lunedi che non è possibile vietare i reati a sfondo sessuale nell'utilizzo dei social network. La decisione è stata presa all'unanimità. 
http://www.chicagotribune.com/news/nationworld/ct-sex-offender-social-media-ban-supreme-court-20170619-story.html
Non possiamo vivere senza social network, anche se si è inveterati maniaci sessuali e già condannati, ha sentenziato lunedi la Corte Suprema degli Stati Uniti. 

In una decisione presa all'unanimità, l'Alta corte ha giudicato illegale una legge molto repressiva dello Stato del North Carolina, che vieta alle persone con precedenti penali di utilizzare Facebook o Twitter

"Vietare l'accesso ai social network equivale ad impedire a un utente di esercitare i propri diritti legittimi rinvenienti dal Primo Emendamento", ha sottolineato il giudice Anthony Kennedy, riferendosi a questo paragrafo fondamentale della Costituzione degli Stati Uniti sulla libertà di espressione. 

Questo caso ha le sue origini in una sorta di aneddoto piuttosto felice: una bella giornata del mese di aprile del 2010, tale Lester Packingham, che vive nel North Carolina, aveva appreso della cancellazione di un processo che aveva impugnato. 

Contento, aveva confidato il suo sollievo sul suo account di Facebook: "No fine. No Court costs. No nothing. Praise be to God. Wow. Thanks, Jesus, (Non va bene, nessun costo di giudizio, nulla da spendere. Grazie a Dio, wow! Grazie Gesù)", ha scritto. 

Per sua sfortuna, piuttosto che l'intervento celeste, il messaggio era stato letto da un poliziotto zelante, occupato a rintracciare reati sessuali online. 

Otto anni prima, all'età di 21, M. Packingham era stato condannato per un rapporto sessuale con un'adolescente di 13 anni. 

Questo gli valse una condanna da 10 a 12 mesi sospesi e l'iscrizione in un Registro di sex offender. 

Con un corollario, in base ad una controversa legge del 2008 del North Carolina, secondo cui sarebbe stato oggetto di un divieto di 30 anni dell'utilizzo di Facebook, Twitter, Instagram e tutti gli altri siti che promuovono incontri o reti di amici. 

Lester Packingham si era ritrovato di nuovo con una condanna, questa volta per il "crimine" di usare Facebook. Nonostante la polizia in una perquisizione nella sua casa non avesse trovato alcuna prova che dimostrasse di aver recentemente abusato o tentato di abusare di minori. 

Il condannato si era appellato sostenendo che la legge del North Carolina violasse la sua libertà di espressione. 

Nella sua lunga battaglia legale di sei anni, il Packingham aveva incassato il supporto di associazioni impegnate nella lotta contro le restrizioni di Internet come anche di conservatori libertari. 

Peraltro la Louisiana e altri dodici stati americani avevano fornito appoggio alla Carolina del Nord, sostenendo che era una priorità evitare che i "predatori sessuali" raccogliessero informazioni sulle potenziali vittime. 

All'udienza nel mese di febbraio alla Corte Suprema, diversi giudici avevano sposato la tesi del condannato, cioè che non era più possibile vivere senza il social networking, per diverse ragioni, non ultime l'obiettivo legittimo di cercare lavoro o informarsi. 

M. Packingham "non ha il diritto di consultare l'account Twitter del presidente (Trump)" obiettava il magistrato, la progressista Elena Kagan. 

Al giorno d'oggi, ha aggiunto, "ogni governatore, ogni parlamentare ha un account Twitter", i social network, secondo lei, "permettono ai cittadini di strutturare la loro vita nella comunità".

lunedì 19 giugno 2017

Pecunia non olet. Non puzza, può darsi, ma cambia con il colore ed il genere

Anche negli Stati Uniti, la parità di retribuzione tra uomini e donne è ben lungi dall'essere una realtà. L'origine etnica è anch'essa un motivo si disuguaglianza. 

https://www.theguardian.com/us-news/datablog/2017/apr/04/equal-pay-day-us-wage-gap-gender-race-ethnicityQuesta grafica informativa, pubblicata il 4 aprile nella rubrica "Just the facts" del quotidiano britannico The Guardian, è stato progettato da Mona Chalabi

Giornalista specialista dei settori finanziari e dei flussi di dati per la versione americana del sito, spiega in dettaglio il suo lavoro sulla disuguaglianza salariale. L'idea, partita da una domanda di un lettore, finisce con l'ordinamento dei dati, attraverso la selezione delle fonti in occasione dell'Equal Pay Day

Quest'anno, la ricorrenza, è stata celebrata il 4 aprile, ad indicare che le donne devono lavorare fino al 4 aprile dell'anno successivo per percepire lo stesso stipendio di un uomo. 

Nel suo lavoro, Mona Chalabi mostra le differenze salariali per sesso ed etnia negli Stati Uniti nel 2015. ...

Per i dettagli vedi The Guardian

domenica 18 giugno 2017

Giovani. Top Ten. Le città più accoglienti del mondo.

Secondo un recente sondaggio, le città europee rispondono meglio delle città americane allo stato d'animo ed alle esigenze dei giovani lavoratori. 
https://www.forbes.com/sites/laurabegleybloom/2017/04/24/ranked-the-50-best-cities-for-millennials-to-live-right-now/#7cd0fa4d5692
È abbastanza noto che i Millennials sono una generazione di nomadi. "Loro non esitano a cercare in lungo e in largo il meglio di ciò che il mondo ha da offrire", così analizza il sito della rivista Forbes

"Quando si tratta di decidere dove vivere, le periferie non fanno al caso loro. Questa generazione pionieristica sorvola e sorride delle sue radici e cerca le città che sono caratterizzate da bacini di manodopera prosperi,  con un costo abbordabile di vita, con una buona qualità della vita, i dispositivi connessi ed altro ancora". 

Forbes si riferisce a questo proposito alla "Millennial Cities Ranking", l'indagine di Nestpick, sito di ricerca di appartamenti, che ha recentemente pubblicato una classifica delle migliori città del mondo per Millennials. 

Per stilare questo Millennials Cities Ranking, il sito analizza una serie di criteri come il numero di posti di lavoro e di start-up, il costo della vita, la parità di genere e la diversità, accesso all'assistenza sanitaria, il trasporto pubblico o la qualità delle connessioni Internet - senza contare il prezzo della birra e il numero di negozi Apple. 

Il risultato riserva non poche sorprese, riporta Forbes. A partire dalle più grandi città degli Stati Uniti. "Non una sola città americana nella top 25 ...". "Sai una cosa? I Millennials non vedono perché dovrebbero rimanere negli Stati Uniti". 

La metropoli americana più in alto in classifica è Austin, Texas, che è la ... 41°, appena dietro a Bruxelles e Porto. San Francisco deve il suo 45° posto alle numerose start-up. 

Il posto più alto spetta ad Amsterdam, che si distingue in particolare come città gay friendly, "un criterio fondamentale agli occhi dei Millennials, che si caratterizzano per la loro tolleranza e apertura", dice Forbes. 

Le Top 10 delle città più accoglienti per i Millennials sono 
  1. Amsterdam, Paesi Bassi
  2. Berlino, Germania
  3. Monaco di Baviera, Germania
  4. Lisbona, Portogallo
  5. Anversa, Belgio
  6. Barcellona, Spagna
  7. Lione, Francia
  8. Colonia, Germania
  9. Parigi, Francia
  10. Vancouver, Canada 

L'elenco continua su Forbes e Nestpick (già indicati) dove l'Italia sembra abbondantemente scartata. 

sabato 17 giugno 2017

Un terzo dell'umanità è obesa o in sovrappeso.

Circa 2,2 miliardi di persone sono in sovrappeso o obesi, secondo uno studio pubblicato lunedi 12 giugno scorso su  The New England Journal of Medicine
http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1614362#t=article
Un'indagine internazionale, condotta negli ultimi 25 anni in 195 paesi, indica l'allarmante aumento dell'indice di massa corporea ( BMI, come calcolarlo ), in particolare negli Stati Uniti e la Cina, due paesi con, rispettivamente 79 e 57 milioni di adulti obesi. 

"Le malattie legate al sovrappeso (problemi cardiovascolari, diabete, etc.) hanno ucciso 4 milioni di persone in tutto il mondo nel 2015", dice la rivista medica americana. Un numero sempre crescente dal 1990.