giovedì 31 agosto 2017

Perché il volontariato è un flagello per l'Africa.

Andare a costruire una scuola in Africa prendendo il posto dei lavoratori locali non è una buona idea. 


https://www.nytimes.com/2016/03/22/magazine/the-voluntourists-dilemma.html?_r=1
il dilemma del volontariato NewYorkTimes
Il comportamento dell'umanitario bianco in Africa è già stato denunciato mille volte. Ma forse mai in maniera così divertente e feroce come dall'account Instagram 'White Savior Barbie' (Barbie la salvatrice bianca), condotto da due donne (anonime), che hanno confidato al sito Quartz di aver lavorato diversi anni in attività umanitarie in Africa orientale. 

Il concetto di questo account? Una Barbie lavora in una ONG immaginaria, che fornisce acqua alle persone locali e viene fotografata nella sua vita quotidiana. I monumenti sono molto spesso esilaranti ... e molto vicini alle immagini reali pubblicate sulle reti sociali dei bianchi impegnati nel campo umanitario in Africa. 

'Non siamo africani perché nati in Africa, ma perché l'Africa è nata in noi', scrive Barbie, che imita lo stile generico di un umanitario con un grande cuore. 

Ad esempio, le foto pubblicate sull'app per incontri Tinder, da parte degli occidentali che lavorano per le ONG o altre organizzazioni del continente; rappresentano Immagini raccolte dal sito 'Humanitarian of Tinder' dove possiamo vedere i giovani che si presentano in mezzo a decine di bambini, più o meno ostentati (vds fb). 

Un bell'esempio di un cliché un po 'troppo 'umanitario invadente'. 

Già nel 2014, contro gli umanitari che si consideravano un po' troppo come dei salvatori del mondo, si schieravano autorevoli commentatori: 

"In Occidente tutti noi sappiamo, più o meno, che qualcuno, un bel giorno, decide di andare 'a fare un'azione umanitaria' in Africa.  Perché, capisci, c'è troppa miseria, troppe malattie, guerre e troppe sofferenze e pertanto dobbiamo aiutare i 'piccoli africani'. Nel continente, che non ha mai incontrato un look occidentale, spesso simile alla New Age e, altrettanto spesso, ancora troppo giovane, giurando, mano sul cuore, di venire a 'salvare l'Africa' (?) ... La vera solidarietà inizia con l'umiltà di riconoscere che non puoi giocare e diventare Zorro da un giorno all'altro, specialmente quando non sai niente di quella realtà ... '. 

Il successo su Instagram di White Savior Barbie, che ha già 125.000 seguaci dopo solo poco più di un mese di esistenza, dimostra che il soggetto appassiona il continente africano, ma anche l'Europa o il Nord America. Molti attori africani, ma anche ONG occidentali, stanno cercando di combattere il comportamento infantile dei volontari che partono per 'salvare l'Africa'. 

Segnalerei, per esempio, il video della ONG norvegese SAIH, che combatte gli  stereotipi sull'Africa (clip fondo pag.) e si rivolge a persone che vorrebbero fare i volontari sul continente. Vediamo una giovane donna occidentale che sogna di 'aiutare i piccoli africani', mentre non ha la minima idea della complessità della situazione sul posto. 

La vera questione sollevata dagli autori di 'White Savior Barbie', verte sostanzialmente su come impegnarsi per aiutare le popolazioni africane in difficoltà, senza sovrapporsi, cambiando il loro stile di vita In modo controproducente e soprattutto cercando di mantenere una supremazia dell'uomo bianco sulla mentalità africana. 


'Non diciamo di non aiutare gli altri. Stiamo solo cercando di avviare un dibattito sul modo migliore di aiutare gli altri', dicono giustamente gli autori che si nascondono dietro le immagini di Barbie su Quartz

Perché i volontari troppo spesso si impongono a scapito dell'immagine del volontario occidentale. Nell'agosto 2015, il britannico The Guardian diceva che, in base alle confidenze di un lavoratore, è più facile salire nella gerarchia di un'ONG, se bianco piuttosto che nero: 

"Ho iniziato la mia carriera nel lavoro umanitario nel Sudan. Un anno dopo aver lasciato l'università, dopo un breve interludio come insegnante di inglese, ho iniziato a dare il volontario per un'organizzazione umanitaria. Nonostante non abbia fatto niente più che i miei colleghi sudanesi, sono subito salito di rango". 

Una consuetudine in Africa, dove i locali dovrebbero avere accesso in modo significativo a posizioni di rilievo data la loro conoscenza della realtà del territorio, dei contatti, ecc. 

Infine, ci sono anche molti eccessi noti di m
olte ONG del continente. Enclave di operai umanitari in città, come ha detto il giornalista e scrittore Richard Grant, a Kigali Rwanda, nel suo libro Crazy River. Dive si parla degli abusi delle ONG accusate di privilegiare il loro business al benessere delle popolazioni locali, come nel Congo orientale, dove diversi ricercatori e giornalisti hanno denunciato il 'business di stupro' consapevolmente organizzato dalle organizzazioni umanitarie. 

Negli ultimi anni, un termine è nato per descrivere i ben intenzionati ma ingenui volontari che si sono impegnati nei progetti umanitari in Africa o altrove nel mondo: 'Voluntourism' contrazione tra 'Volontario' e 'turismo'. 

Secondo il sito Quartz (gia cit.), l'industria umanitaria attrae ogni anno 1,6 milioni di volontari e spende più di 2 miliardi di euro nel processo. L'autore nigeriano-americano Teju Cole ha chiamato il fenomeno 'il complesso industriale del salvatore bianco'. "Al mattino, il salvatore bianco sostiene le politiche brutali, nel pomeriggio trova i suoi doni e di sera riceve la ricompensa''. 

Nel 2012 aveva pubblicato una serie di tweet per denunciare il fenomeno, dopo il video 'Kony 2012' dell'ONG americana Invisible Children

In un articolo pubblicato all'epoca su The Atlantic, Teju Cole tornò sulla sua serie di tweet dicendo che 'questi tweets, anche se non premeditati, sono stati intenzionali nella loro ironia e sincerità'. 

Dalle colonne del New York Times il giornalista Jacob Kushner ha anche deriso il 'Voluntourism', come malattia cronica, pubblicato il 22 marzo 2016. Vi si racconta l'arrivo dei missionari cristiani per alcune settimane a Port-au-Prince, la capitale di Haiti, come parte di un progetto per la costruzione di una scuola: 

'Queste persone non sapevano affatto come costruire un edificio. Collettivamente, hanno speso migliaia di dollari per volare e venire a fare il lavoro che dei muratori di Haiti avrebbe potuto eseguire molto più rapidamente. Immaginate quante aule aggiuntive avrebbero potuto essere costruite se avessero donato direttamente i propri soldi, piuttosto che spenderli volando. Forse anche degli artigiani haitiani avrebbero potuto trovare un lavoro per poche settimane con una retribuzione decente per questo cantiere. Invece, per diversi giorni, sono stati disoccupati'.

Una perfetta sintesi di tutta il' Voluntourism'. 

mercoledì 30 agosto 2017

Sarà l'Impero Romano a salvarci dall'innalzamento delle acque?.

I ricercatori hanno messo in evidenza la struttura chimica straordinaria delle pareti portuali di 2000 anni fa, fatta del "materiale più duraturo nella storia dell'umanità". 

http://www.futurity.org/tobermorite-concrete-defects-1329032-2/Le vecchie mura semisommerse al largo della costa italiana, meno suggestive di un colosseo pieno di gladiatori, ma, sott'acqua, lo stesso materiale di queste mura fa meraviglie. Questo cemento, un misto di cenere vulcanica e calce, ha tenuto saldamente per due millenni ed è ancora più forte oggi rispetto a quando fu costruito! 

Philip Brune, ingegnere di un grande gruppo industriale americano dice che questo materiale romano è 'il più durevole nella storia dell'umanità, lo dico come ingegnere poco avvezzo alle iperbole ... '. al confronto, il moderno cemento esposto ad acqua salata subisce la corrosione in pochi decenni. 

http://www.danielemancini-archeologia.it/tag/tobermorite-alluminosa/
Ma il motivo di questa durevolezza resta un mistero fino ad ora. 'Gli archeologi dicono di averne la ricetta', dice Marie Jackson, esperta di Roma antica alla University of Utah. Ma non ha ancora il quadro completo: una cosa è mescolare gli ingredienti, un altra sapere come cucinare la torta. 

A tale scopo, la Jackson e i suoi colleghi si sono concentrati sulla struttura microscopica dei pezzi di queste mura: 'Questa roccia come un cemento si comporta come un  deposito vulcanico subacqueo'. 

In un articolo pubblicato sulla rivista 'American Mineralogist' lei ed i suoi colleghi dimostrano che questo materiale è pieno di piccoli cristalli che crescono e si formano come armature. 

Gli scienziati hanno trovato una rara reazione chimica: a contatto con l'acqua di mare, la phillipsite che si trova naturalmente nei cristalli di roccia vulcanica di tobermorite. 'Questi cristalli di allumina sono molto difficili da produrre' e richiedono temperature molto elevate per sintetizzarli, dice la ricercatrice. Lo studio di queste pareti contribuirebbe a migliorare la produzione di tobermorite e tutte le applicazioni industriali relative. 

Jackson cerca di ricreare questo materiale nella zona di San Francisco. Se ci riesce, questo materiale potrebbe svolgere un ruolo importante 'nel proteggere le zone costiere dall'innalzamento del livello del mare'. 

martedì 29 agosto 2017

Concorrenza Stati Uniti Cina nel lancio del primo 'robot sessuale'

Bambole robotizzate da amare. Gli inventori americani e cinesi hanno avviato la creazione delle nuove 'compagnie', che dovrebbe atterrare nei letti già nel 2018. 

http://www.dailystar.co.uk/news/latest-news/638467/celebrity-sex-robot-video-true-companion-lookalike-love-doll-marilyn-monroeDopo le bambole gonfiabili inerti con cui intrattenersi, gli inventori assicurano che commercializzeranno nel 2018 una versione animata di queste 'pupe'. 

Queste 'Love Dolls' avranno teste da robot, farcite di intelligenza artificiale, di riconoscimento vocale e sonoro, sono bambole più reali che in natura, in plastica, che ci ricordano le attrici del porno, spiegano gli articoli di stampa che si stanno occupando del fenomeno. 

Alcune giornaliste dicono che dovrebbero esistere modelli per le donne, ma i prototipi modellati dagli americani sono per lo più immaginati per gli uomini. Uomini che sono spesso soli, a cui questi inventori vogliono 'creare un compagnia che possa offrire la presenza, l'assistenza e il comfort sessuale, oltre ad essere un partner sostitutivo nel senso più ampio'. Questi 'robot sessuali' con l'immagine di 'giovane collegiale o atleta' potrebbero essere venduti tra gli 8.000 e 15.000 euro. 

Rompere la solitudine ... per isolarsi ancora di più? Se gli americani promettono una rapida commercializzazione, gli inventori cinesi stanno pianificando anche modelli che dovrebbero essere più economici. Prezzi bassi sono previsti per consentire alle persone sole di trovare una compagnia, certamente fittizia, ma chi può aiutarli. 

Tutto ciò può diventare molto imbarazzante, perché non sappiamo quale rapporto si stabilirà tra i futuri coniugi, fra il mondo ed i suoi robot, dicono in modo abbastanza serio i commentatori, anche quando usato per scopi terapeutici, come compagnia, per mitigare la solitudine. 

Aiuti e soluzioni per venire incontro ai più soli, allora, ma questa iniziativa potrebbe ulteriormente isolare quelli che ne dovrebbero beneficiare: Può infatti diventare il ricettacolo di tutte le devianze, nel vedere una forma di isolamento sempre più marcata in termini di pratiche sessuali. 

lunedì 28 agosto 2017

8000 famose sculture disponibili per la stampante 3D!

È ora possibile scaricare e stampare i capolavori della scultura in 3D! 
Le scansioni del progetto Scan The World ora offrono quasi 8.000 famose sculture provenienti da musei di tutto il mondo, digitalizzate in 3D, utilizzando il metodo della fotogrammetria, e disponibili. 

Così si può riprodurre a casa queste opere iconiche della storia dell'arte con una normalissima stampante 3D! 

Scan The World - La Scansione del Mondo è un grande progetto ideato da My Mini Factory, dove si trovano le sculture famose come La Pietà di Michelangelo, la Venere di Milo, Il Pensatore di Rodin o la Statua della Libertà, il Big Ben e le statue dell'isola di Pasqua. 

domenica 27 agosto 2017

L'effetto di un bacio su uno sconosciuto? Quasi sempre positivo

La fotografa Johanna Siring scatta sempre le foto dei frequentatori del festival a cui poi propone di baciarli. La seconda immagine è ... molto diversa. 
https://i-d.vice.com/en_us/article/bjj7qv/this-photographer-shot-portraits-of-strangers-before-and-after-she-kissed-them https://i-d.vice.com/en_us/article/bjj7qv/this-photographer-shot-portraits-of-strangers-before-and-after-she-kissed-them
Johanna Siring si è ha fatta molti amici al festival di Roskilde. Il suo metodo? Baciare. 
'Un bacio provoca scintille nelle terminazioni nervose delle labbra', dice la giovane donna sul sito i-D VICE (vedi galleria foto) 'ed un picco di dopamina e ossitocina, con una riduzione immediata dello stress ed un senso di connessione tra due persone'. 
Johanna, norvegese che vive a New York, si avvicina alle persone chiedendo loro semplicemente di posare per lei. Solo dopo la prima foto spiega il suo progetto - chiedendo il permesso di baciarle sulla bocca - prima di fotografarle subito dopo il bacio. 

Ha lasciato che i soggetti gestissero l'approccio e il gesto. 'Alcuni mi hanno dato un bacio veloce prima di scoppiare a ridere, mentre altri mi hanno baciato più a lungo. La cosa più curiosa, dopo il bacio, è questa sensazione di conoscerli da un po'. Provo anche l'impressione che questo traspaia dalle immagini'. 
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sull'argomento, vedi anche: 

sabato 26 agosto 2017

Il 'ripudio espresso'. Praticato e contestato tra i musulmani.

Il divorzio immediato, o ripudio espresso da parte del marito, è stato bandito dalla Corte suprema indiana, è una pratica controversa e talvolta anche vietata in molti paesi musulmani dal Marocco all'Indonesia. 
http://gendermatters.in/2016/10/abolish-triple-talaq/
L'India, paese a maggioranza indù, dove ci sono 180 milioni di musulmani, la Corte Suprema ha vietato martedì scorso il divorzio per ripudio espresso delle donne consentito nella comunità musulmana. 

Ma la pratica del 'talaq triplo', per cui è sufficiente per un uomo musulmano dire tre volte 'io divorzio' ('talaq, talaq, talaq') per divorziare dalla moglie, è contestato nel mondo musulmano. 

Questa pratica, controversa tra i religiosi stessi, ha comunque mantenuto il suo peso tra molti studiosi dell'Islam sunnita. 

La legge islamica dà al marito il diritto di divorziare unilateralmente dalla moglie, ma gli avvocati citano un detto del Profeta Maometto sottolineando la gravità della decisione del divorzio: 'Dio non ha creato nulla sulla terra che non  ami più che liberare uno schiavo, proprio come non ha creato nulla che odi più che il divorzio'. 

Lo spirito di queste parole, però, intendono chiedere all'uomo di pensarci più volte prima del divorzio. 

Se la sharia è la fonte principale della legge, in molti paesi musulmani, la ripetizione della frase fatidica tre volte, nella maggior parte di questi paesi, non è generalmente sufficiente per il divorzio. Esistono restrizioni, compreso il passaggio obbligatorio davanti ai tribunali civili o religiosi che devono convalidarlo, impedendone la sua istantaneità. 

Nel divorzio marocchino il divorzio per ripudio non è più possibile dall'adozione di un nuovo codice familiare nel 2004. Le domande di divorzio possono provenire da donne o uomini. 

In Algeria, ancora, il divorzio civile può essere stabilito da una sentenza civile preceduta da un tentativo di conciliazione da parte del giudice. 

Mentre il divorzio è talvolta regolato da tribunali, in alcuni paesi, le aree rurali remote possono essere al di fuori della legge del paese. Questo è il caso di alcune province afghane o pakistane dove i divorzi possono essere pronunciati istantaneamente dall'uomo. 

La legge afgana stabilisce che il 'triplo talaq' in una sola volta non è ammissibile. Deve essere pronunciato tre volte con intervalli di tre mesi, un processo di sei mesi in totale che deve poi essere approvato da un tribunale. 

Sono previste delle restrizioni per il divorzio immediato per i musulmani provenienti da Pakistan, India, Bangladesh e Indonesia, che rappresentano quasi la metà della popolazione musulmana del mondo. 

Anche Sudan, Libano, Tunisia, Egitto, sono tra i paesi che hanno messo delle restrizioni al divorzio istantaneo a vari gradi. 

In Pakistan, il 'triple talaq' non è sufficiente per un divorzio legale secondo la Costituzione del paese. Un periodo di 90 giorni viene imposto ai candidati al divorzio per un tentativo di riconciliazione prima della sua formalizzazione. 

Nel 2015 in Pakistan, un anziano religioso invitò a rendere il 'triplo taleq' un reato, ma si attirò critiche da altri religiosi pakistani. 

In Iran, di maggioranza sciita, il divorzio deve essere convalidato durante una procedura amministrativa. 

Peraltro, in Nigeria, il divorzio è diffuso nel nord musulmano, in parte a causa del riconoscimento del 'divorzio istantaneo'. 

Anche l'Arabia Saudita autorizza questa pratica anche se uno degli studiosi salafiti più influenti si é opposto.

venerdì 25 agosto 2017

'Non é poi tutto così idilliaco in Norvegia'.

Molti norvegesi ritengono di essere campioni del mondo nelle politiche sociali e nella tolleranza. Questo non è il parere di un ricercatore australiano che vive a Oslo. 

https://theconversation.com/is-life-in-norway-as-happy-as-its-cracked-up-to-be-76516Per i progressisti del mondo, idealizzare i paesi scandinavi - come piazzati molto a sinistra - è quasi un hobby. Nazioni come la Norvegia, la Finlandia e la Svezia sono per molti, non solo esempi di opulenza e benessere, ma anche bastioni del progresso sociale e della tolleranza. 

La Norvegia, in particolare, è costantemente al vertice della classifica sulla qualità della vita e della felicità, il paese che risponde con simpatia alla crisi dei profughi siriani, a differenza dei suoi numerosi critici in Europa. Ma la vita in Norvegia è poi così favolosa? 'Non é così sicuro'. 

Lo dice Nathan John Albury, ricercatore australiano, linguista, specialista del multilinguismo e del multiculturalismo e lavora all'Università di Oslo. 

Sono australiano e ho vissuto a Oslo dal 2014. Ho capito che la libertà, la tolleranza e la felicità sono in realtà valori essenziali in questo paese, ma è necessario essere norvegesi per goderne. 

Un interessante articolo su The Conversation ci aiuta a risolvere i luoghi comuni sull'argomento. 

L'autore sottolinea innanzitutto le tendenze a ridurre gli aiuti concessi ai migranti dai 29 deputati del "Partito progressista", molto a destra. Questa politica di discriminazione è stata ripresa nel 2015 dal ministro dell'integrazione, da quella stessa parte che sta perseguendo le restrizioni sugli immigrati musulmani. 

Infatti, il paese non ha esitato nel 2016 a buttare fuori più di 7.000 migranti senza documenti al di fuori dei suoi confini ed ha anche pianificato, secondo altre restrizioni, di sbarazzarsi di quasi la metà dei minori non accompagnati e che non raggiungono i 18 anni

Per Nathan John Albury, l'attuale politica di discriminazione non sorprende perché il paese ha una lunga tradizione di esclusione. 

Oslo non ha esitato a sterilizzare (The Guardianforzatamente una parte delle popolazioni di minoranze zingaresche che vivevano nel paese dal 1930 e ancora nel 1977, dice il ricercatore. 

Si aggiunga a questo gli abusi commessi contro i popoli indigeni della parte settentrionale della Norvegia. In diverse occasioni, il governo ha cercato di distruggere la cultura sami attraverso una politica di brutale assimilazione o Fornorskingche consisteva nel separare i figli dalle loro famiglie e inviarli alle scuole alloggio dove era vietato parlare la loro lingua madre. Fino alla metà del XX secolo, lo Stato continuò a togliere la terra da questa popolazione autoctona. Anche oggi, i Sami sono discriminati nonostante il riconoscimento ufficiale dei diritti delle minoranze nel paese. 

Per vivere ed essere accettati in Norvegia, gli stranieri e le minoranze autoctone non hanno altra scelta se non conformarsi agli standard della 'Norwegian White Society'. 

Il sistema educativo, compresi i corsi di lingua, contribuiscono  all'esaltazione dei valori, della storia e della cultura norvegesi, in modo che i Sami e i Rom siano assolutamente assenti. Secondo un'analisi dei commenti online relativi agli articoli sui Sami, alcuni norvegesi ritengono che questi rappresentino una minaccia per l'omogeneità della società norvegese. 

Questo razzismo strisciante potrebbe derivare da una forma di eccezionalità americana (secondo la quale gli Stati Uniti sono il centro del mondo), dei quali, i norvegesi, credono fermamente di essere i leader mondiali in termini di politica sociale. 

Ma questa critica della società norvegese non significa che tutto sia negativo nel modello norvegese, ricorda l'autore dell'articolo, felice di trarre vantaggio da ciò che il modello ha di positivo. Le prossime elezioni generali, previste a settembre, hanno l'opportunità di cambiare i fatti su tutti questi problemi, assicura. 

Leggi tutto l'articolo che porrà in una nuova luce auna parte della cultura europea del nord: 

giovedì 24 agosto 2017

La solitudine uccide più che l'obesità

Secondo uno studio americano, l'isolamento sociale causerebbe morti più premature rispetto a quelle indotte dalle malattie legate al sovrappeso. È un fatto piuttosto noto, l'associazione sociale è un bisogno umano fondamentale per la sopravvivenza. 

http://universe.byu.edu/2017/06/29/loneliness-predicted-to-become-an-epidemic-unless-people-learn-to-connect1/Un neonato privo di contatto umano finisce per morire. Un prigioniero in isolamento vede la sua salute deteriorarsi rapidamente. Lo stesso rischio esiste per gli anziani lasciati in solitudine. 

Una forte interazione umana aumenta la possibilità di 'sopravvivenza' del 50%. Questo è il risultato di uno studio americano dell'Università Brigham Young dello Utah che ha confrontato gli effetti della solitudine con quelli del tabagismoSu un un totale di 148 studi con più di 300.000 partecipanti che ha confermato questa cifra. Lo studio è anche pubblicato su Science Daily
(La stessa università in un altro studio aveva visto nella solitudine uno dei fondamentali elementi nel processo di creatività). 

Una nuova analisi di 70 studi con oltre 3,4 milioni di individui in Nord America, Europa, Asia e Australia ha confermato che la solitudine ha un'influenza notevole sul rischio di morte prematura. Con un effetto più potente che l'obesità. Per l'Associazione Psicologi Americana, la solitudine sarebbe la prossima grande minaccia per la salute pubblica. 

La dottoressa Julianne Holt-Lunstad, autrice dello studio, ricorda che negli Stati Uniti, più di 40 milioni di persone di età superiore ai 45 soffrono di solitudine cronica e che più di un quarto della popolazione vive da sola. Più della metà non è sposata. Il numero delle famiglie che compongono coppie e bambini è costantemente diminuito. 

Questi numeri, uniti all'invecchiamento della popolazione, presuppongono che stiamo per affrontare un'epidemia di solitudine. 

Come misura preventiva, i professionisti della salute dovrebbero includere la connettività sociale nello screening medico, il pubblico dovrebbe prepararsi meglio ad affrontare socialmente il pensionamento, le organizzazioni della comunità a rafforzare gli spazi condivisi e gli interventi che favoriscano i legami sociali. 

mercoledì 23 agosto 2017

Hanno bisogno di un nome per esistere ed essere riconosciute

L'arcipelago ora conta 16.056 isole e non finisce qui. Da dodici anni, l'Indonesia ha inviato spedizioni attraverso il suo vasto arcipelago per contare e denominare le sue migliaia di isole. Un vero rompicapo, ma anche un censimento vitale per il riconoscimento internazionale del suo territorio. 
https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_dell%27Indonesia
L'arcipelago più grande al mondo conta oggi 16.056 isole. Questo numero è stato appena convalidato dal gruppo di esperti delle Nazioni Unite sui nomi geografici (UNGEGN - United Nations Group of Experts on Geographical Names) il 18 agosto a New York. 

Una cifra provvisoria, come ricorda il quotidiano Kompas: 'Nel 2012, 13.466 isole sono state registrate presso l'ONU durante la decima conferenza sulla standardizzazione dei nomi geografici'. 

Tra il 2015 e il luglio 2017, l'Indonesia ha stabilito i nomi e le coordinate di 2.590 altre isole precedentemente non nominate o non identificate. Grazie ad un censimento condotto dal Geospatial Information Standard (GIS), l'autorità incaricata dei nomi dei paesi, in collaborazione con i Ministeri della Marina e della Pesca, dei Centri Idrografici e Oceanografici della Marina e dei governi regionali. 

Kompas sottolinea l'importanza di questa convalida alle Nazioni Unite. L'Indonesia ha ancora un amaro ricordo della perdita delle due piccole isole di Sipadan e Ligitan nel Mare di Celebes, la cui sovranità fu assegnata alla Malesia dalla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja nel 2002. Dalla sua indipendenza, nel 1945, questo stato-arcipelago aveva prestato poca attenzione al censimento delle sue isole, il conteggio variava notevolmente da un dipartimento all'altro. 

Nel 1987, il Centro Idrografico e Oceanografico della Marina censiva 17.508 isole, di cui 11 801 senza nome. Nel 2003, il Ministero della Ricerca e della Tecnologia annunciava, sulla base di fotografie satellitari, che l'Indonesia aveva 18.110 isole, mentre Istituto Nazionale Aeronautico e Spaziale ne scodellava solo 18.108. 

Nello stesso anno, il ministero dell'Interno formalizzava, sulla base dei dati forniti dalle autorità locali, l'esistenza di 7870 isole denominate e 9.626 isole senza nome. Le Nazioni Unite non hanno mai cessato di ripetere: 'Abbiamo bisogno di nomi, non di numeri'. 

Dopo una serie di spedizioni iniziate nel 2005, il censimento è quasi finito: 'Spero che alla fine del 2017 o al più tardi nel 2018, l'elenco completo dei nomi sarò pronto', ha detto Zainal Abidin Hasanuddin, capo della GIS, a Kompas. Il suo collega, Moh Fifik Syafiudin dice che ci sono ancora circa 850 isole da esplorare, da Jambi a Sumatra fino alla Papuasia, passando per Java-Est, Kalimantan, le piccole Isole della Sonda e delle Molucche. 

Infatti, le immagini satellitari non sono sufficienti. Si deve andare fisicamente, di persona, a volte, in queste piccole isole, spesso con difficoltà perché diffuse in un oceano tumultuoso, per sapere se sono abitate, quale sia la loro vegetazione, il loro potenziale agricolo e turistico. 

"Soprattutto, assicurarsi che esse corrispondano alla definizione di isola stabilita dai criteri delle Nazioni Unite: non devono essere sommerse dall'alta marea e con la bassa marea, non dovrebbero essere collegate ad altra isola o terra vicina". 

martedì 22 agosto 2017

'Più è corta meno paghi': La discoteca dove le minigonne fanno risparmiare.

Gonne corte e alcool: una discoteca francese piuttosto controversa
http://www.nicematin.com/faits-de-societe/cette-celebre-boite-de-nuit-de-la-cote-dazur-offre-des-consos-en-fonction-de-la-taille-des-jupes-des-filles-160945
Secondo 'Nice-Matin', una discoteca della Costa Azzurra, è al centro di una controversia dopo aver rivelato il tema del suo venerdì sera sui social. 

"Plus c'est court, plus ça rapporte" (Più è corta, meglio è)'. Con un tale slogan, non c'è da meravigliarsi che la discoteca Le Carré-Annexe, a Saint-Laurent-du-Var nelle Alpi Marittime, abbia attirato mezzo mondo per la sua serata del 18 agosto. 

Il concetto era semplice: le donne, con la gonna corta, spendevano meno in alcol e in ingresso. Più era corta più il costo tendeva verso lo zero. 

Nice Matin sottolinea che l'organizzazione ha distribuito un listino prezzi a seconda della lunghezza della gonna. Esempio: sotto 25 centimetri, l'ingresso alla discoteca era libero, al di sotto di 23 centimetri scattava il drink offerto in base ai centimetri. 

Avrebbe anche offerto una bottiglia di rosé a coloro che avessero avuto il coraggio di sbarcare con una gonna al massimo di 18 centimetri! E come indicizzare il tasso alcolico in base alla leggerezza del loro abbigliamento ... 

La discriminazione sessuale dell'invito non è sfuggita ai surfisti. L'Annexe ha voluto promuovere l'evento sui social network con un video farcito di immagini 'sexy'

É al centro di una polemica, molti internauti denunciano gli organizzatori di sessismo, dice Nice-Matin. 

'Come osi chiedere alle giovani donne di mostrare il culo contro dell'alcol?'' Protesta una giovane donna. 'A diventare senza dignità, cosa si guadagna?'', chiede un altra. L'organizzazione non ha risposto alle domande dei Nice-Matin, ma ha condiviso sulla sua pagina Facebook un articolo critico del quotidiano. 

Un cattivo buzz, è sempre un buzz (ronzio): Sabato mattina, i dirigenti del club avevano ancora pubblicato un piccolo messaggio per i loro detrattori, accompagnato da un video della serata: 'Grazie a tutti quelli che hanno polemizzato, perchè ci ha permesso di avere nuovi clienti stasera'. 

lunedì 21 agosto 2017

La turismofobia si propaga. Da Est ad Ovest, da Nord a Sud, "Non sei benvenuto"

La "Turismofobia" si sta diffondendo in Europa. Da Barcellona, ​​Venezia o Dubrovnik, l'alluvione di turisti suscita l'ostilità degli abitanti che hanno deciso di riconquistare le loro città. 

https://twitter.com/thetimes/status/892834895944437761/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.lematin.ch%2Fsociete%2Ftourismophobie-propage-europe%2Fstory%2F26630295"Non sei benvenuto": a Barcellona e in altre destinazioni turistiche europee, l'ostilità degli abitanti che hanno deciso di riconquistare le loro città. Dai romantici canali di Venezia ai bastioni di Dubrovnik, passando per l'isola scozzese di Skye, i turisti sono diventati un incubo per alcuni residenti lungo le coste, nonostante la fortuna finanziaria che portano. 

Nel quartiere costiero di Barcellona, ​​gli abitanti hanno protestato da anni contro i fastidi: l'ubriachezza, i rapporti sessuali in strada ... e da ora in poi, l'aumento degli affitti obbligherà anche alcuni a partire. 

"Mai un'estate come questa", "mai più turisti nelle nostre case", "non sei benvenuto", si leggeva sui cartelloni in una manifestazione di abitanti su una spiaggia di solito affollata di turisti. 

Tali azioni, denominate dalla stampa come "turismofobia", esplodono in Spagna, terza destinazione turistica del mondo, sempre più popolare tra i vacanzieri che evitano le instabilità in Tunisia, Egitto o Turchia. 

Un'organizzazione di estrema sinistra ha anche bloccato un autobus turistico a Barcellona all'inizio del mese per poi imbrattare il suo parabrezza con vernice e, a Palma di Maiorca, nelle Isole Baleari, dimostrato sul porto con i fumogeni, dispiegando uno striscione: "Il Turismo uccide Majorca". 

Questo arcipelago molto ricercato ha appena limitato a 623.000 il numero di alloggi turistici e intende ulteriormente ridurre questa cifra nei prossimi anni a 500.000. "La base dell'economia, la base del lavoro e tutto il turismo", ha riconosciuto un residente di 67 anni, "ma è necessario avere un turismo ordinato". 

'Non avrei mai pensato di dover difendere il settore turistico spagnolo', un'attività che produce l'11% della ricchezza del Paese, ha recentemente dichiarato il capo del governo Mariano Rajoy. 

'Il turismo non è il nemico', afferma Taleb Rifai, segretario generale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMC), con sede a Madrid. Secondo l'agenzia dell'ONU, uno su dieci posti di lavoro al mondo è legato al settore del turismo, che rappresenta il 10% del PIL mondiale. 

Dal 1995 al 2016, il numero di viaggiatori internazionali è salito da 525 milioni a più di 1,2 miliardi grazie in particolare alle compagnie aeree a basso costo e ai visitatori di mercati emergenti come Cina, India e paesi del Golfo. 

Ma in alcune destinazioni sembra superata la soglia di tolleranza. Questo è il caso della roccaforte di Dubrovnik in Croazia, che è stata ancora più popolare da quando sono stati girati gli episodi della serie televisiva Game of Thrones. 

"A volte per entrare nella vecchia città, devi fare una fila di un'ora a 40° C", dice Ana Belosevic, un' mpiegata nel settore alberghiero. Le autorità della 'perla dell'Adriatico' hanno installato telecamere presso le porte dei bastioni per controllare il flusso dei visitatori e vogliono limitare gli scali delle navi da crociera. 

Dall'altra parte del mare Adriatico, Venezia, 265.000 abitanti e 24 milioni di visitatori l'anno, vuole istituire un sistema di prenotazioni per raggiungere Piazza San Marco durante le ore di punta. Ha imposto multe di 500 euro per i pic-nic a terra o per i tuffi nella laguna. 

A Firenze, le autorità bagnano le strade attorno alla Basilica Santa Croce con un getto d'acqua per impedire che i turisti si fermino troppo. 

Tra le soluzioni proposte, Rafat Ali, fondatore della piattaforma informativa turistica Skift, suggerisce di ripartire i viaggiatori al di fuori dei centri urbani. Ma questo ha esteso il problema ai quartieri finora residenziali, in particolare a causa dell'irruzione delle piattaforme di noleggio stagionale come Airbnb. 

Così a Lisbona, la moltiplicazione di appartamenti turistici ha fatto schizzare prezzi delle case alle stelle nel vecchio quartiere di Alfama. 

'Oggi a Alfama è difficile trovare un affitto con meno di 1.000 euro al mese, un importo enorme per un portoghese il cui stipendio è spesso inferiore a questa somma', ha dichiarato Maria Lurdes Pinheiro, Presidente dell'associazione Assoc. do Património e População de Alfama

Anche nell'isola scozzese di Skye, dal paesaggio selvaggio, le autorità sono preoccupate per la congestione stradale o il degrado ambientale causato da questo boom di presenze. 

'La soluzione facile è dire non più turismo, ma è molto pericoloso', avverte Taleb Rifai. 'Le stesse persone che oggi dicono non vogliamo più il turismo saranno le prime a piangere quando lo perderanno'. 

É ciò che sta accadendo in Turchia, i cui ricavi dal turismo sono diminuiti del 30% nel 2016, anno segnato dagli attentati e dal fallito colpo di stato. 

Il paese ha prolungato le vacanze della festa musulmana del sacrificio (Aïd al-Adha) da sei a dieci giorni nel tentativo di incrementare il turismo interno. 'Troppo il turismo è un problema. Il peggio è quando nessuno viene', dice ironicamente Rafat Ali

domenica 20 agosto 2017

L'esercito libanese sventola la sua bandiera con quella spagnola in segno di 'saluto' alle vittime dell'attacco di Barcellona di giovedì

Beirut avanza contro il Daesh al confine siriano, i soldati hanno sollevato anche una bandiera spagnola su una collina presa a Daesh. 
http://www.bbc.com/news/world-middle-east-40990487
BBC. Le bandiere libanese e spagnola 

I soldati libanesi hanno continuato l'assalto contro le posizioni del gruppo islamico sul confine orientale del paese con la Siria. Hanno ripreso dai jihadisti un quarto del territorio controllato, nella zona. 

L'esercito libanese ha lanciato le sue operazioni sabato nella zona di Ras Baalbeck e Jouroud Jouroud al-Qaa riconquistando circa 30 km2 ai jihadisti. Lo ha annunciato aabato un portavoce militare, il generale Nazih Jreij. Secondo cui, 20 combattenti del Daesh sono uccisi e dieci soldati libanesi feriti negli scontri. 

I soldati libanesi hanno issato la bandiera spagnola su una collina riconquistata al nemico in omaggio alle vittime del doppio attentato in Catalogna, hanno dichiarato le fonti ufficiali. 

Secondo queste, circa 600 combattenti Isis erano presenti nella regione di confine e controllavano un'area stimata intorno ai 120 km2 prima dell'inizio dell'operazione, sabato. Domenica, oggi, l'esercito ha attaccato le posizioni nemiche a Jouroud Ras Baalbeck, secondo l'agenzia libanese ANI

L'annuncio dell'esercito segna la fine di una battaglia del mese di luglio tra Hezbollah ed ex jihadisti legati ad al Qaeda ed i ribelli siriani in un'altra regione del Libano orientale. 

Dopo sei giorni di combattimenti, è stata stabilita una tregua, dopo di che è stato evacuato in Siria un primo contingente di 8.000 persone, soprattutto rifugiati, ma anche jihadisti. Lunedi scorso, gli ultimi ribelli siriani sono stati evacuati dal Libano. 

In contemporanea con l'annuncio dell'esercito, gli Hezbollah hanno detto sabato dell'inizio di un'offensiva per far sloggiare l'IsisI del lato siriano del confine, dove il movimento sciita combatte i ribelli a fianco del regime di Bashar al-Assad. L'esercito libanese ha negato qualsiasi 'coordinamento' con il movimento sciita o con l'esercito siriano. 

Sabato scorso, i combattenti Hezbollah e l'esercito siriano hanno liberato 87 km2 della zona controllata dal Daesh ... nella regione occidentale di Qalamoun', secondo l'agenzia di comunicazione Del Partito di Dio (Hezbollah)

Questa offensiva mentre il gruppo estremista sunnita perde terreno nei confinanti Irak e Siria. Domenica scorsa, il governo iracheno aveva annunciato il lancio di un'operazione sulla sua fortezza Tal Afar, a ovest di Mosul.